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Maria  Bertozzi
Da  Potenza  Basilicata  Italia
 

Potenza, 14 aprile 1995

Monte Lifoi, stamani mi saluti con il tuo cappuccio bianco ed io ti ricambio con una grande, dolce malinconia.

Ti guardo e penso ai monti della mia infanzia, San Bartolo e Monte Ardizio. L’Ardizio non mi dice nulla, fa parte della città che mi ha dato i natali, ma San Bartolo  risveglia ricordi simpatici della mia fanciullezza. Su di esso vi era un convento di clausura con l’annessa chiesetta dedicata al Santo del quale il monte porta il nome.

Nel mese di Maggio ogni mattina alle sei celebravano le funzioni dedicate alla Madonna.

Le mie sorelle già signorinelle, assieme ad altre amiche, quasi ogni mattina a piedi dal borgo andavano fin lassù, ed io che ero una ragazzetta mi aggregavo a loro, un po’ perché mi faceva piacere e un po’ per fare la guardia, così diceva la mia mamma. Infatti durante il tragitto si incontravano sempre militari a cavallo, quei bei ragazzi in sella ai loro destrieri, vedendo il gruppetto, facevano tanti complimenti che inorgoglivano le belle ragazze. I militari per darsi delle arie si avvicinavano troppo, facendo acrobazie con i loro cavalli che nitrivano paurosamente.

Io avevo molta paura, mi arrampicavo su per le scarpate, perciò molte volte non volevo andare.

Ma ora che ci ripenso, la Nina, la Luisa, la Guerina, l’altra Luisa e la Tina, forse proprio per quel diversivo si alzavano così presto al mattino, oppure per onorare la Madonnina? La nostra gioventù era fatta di niente, e quell’incontro innocente poteva essere un momento di emozione, di gioia per noi ragazze del primo Novecento.

 
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