E ~ Romanzo  
Lettere dal web labirinto 
I visitatori del sito sono invitati ad utilizzare il  FORM o  ad inviare   una  E-mail a info@paroladidonna.net  per contribuire alla costruzione del romanzo. 
1 LETTERE
 

(dal libro della memoria)

Da   Lorenza  Colicigno 

Potenza, 5 giugno 2001

 

Cara Luisa, saperti così lontana è una pena. Saperti così intimamente vicina è un sollievo. Il pensiero corre più che le mie gambe, stanche. Stanchissime. E' un dono, è una magia, questa fantasia che scorre come un lento fiume di immagini, o balena improvvisa come una fiammata, che brucia ogni possibilità di quiete, e così ci destina, volenti o nolenti, a percorsi intricati di emozioni e di parole. Ieri, per me, un giorno come tanti, bruciati dalla mia voglia di fare. E di dire. Voltavo l'angolo, nessuno intorno. Un attimo, e lui era lì. Emerso dal nulla, eppure così tenacemente piantato a terra. 

- Buonasera - mi dice. 

- Buonasera - azzardo, ma la mia voce è acuta di sorpresa. Impossibile tenerla sui toni dell'indifferenza o, per lo meno, di una cortesia d'occasione. 

- E' lui - mi dico.Quanto è passato, mi chiedo. Una vita, forse un'epoca. Il pensiero vola a Marquez, l'amore ai tempi del colera. Ci sono passioni che attraversano silenziosi tutta una vita e si riscoprono intatti, capaci di sofferenza, in un altro tempo, quando vai ormai alla deriva. No. Letteratura. No. Non mi riconosce. 

E tu? Raccontami. A presto. Marta

 

Da Stefania Pagano

23 marzo 2002

 

Cara Marta, la tua lettera ha messo in moto i miei ricordi.

 

Giugno. Fine mese. Incalzano le “sospirate vacanze”. Sospirate non da me: preparare le valigie per l’intera famiglia, ore di auto con interruzioni che chissà perché non coincidono mai con i miei bisogni, assecondare i desideri di marito e figli senza un attimo di raccoglimento e di piacere per me stessa. Come vorrei le vacanze per me ? Un luogo solitario dove non interrompere i pensieri !
Una settimana prima della partenza scavo nello sgabuzzino per disseppellire le valigie e cosa trovo tra le varie cianfrusaglie accumulate negli anni? Una busta. La apro e trovo pagine ingiallite dal tempo su cui riesco a leggere
L’aria calda mi alitò sul viso e stetti lì in piedi a guardarla...
il resto è stato cancellato dal tempo. Ma ho tutte le parole ferme nella memoria. Così come il nome e il viso dell’autore. A differenza dei fogli che tengo tra le dita, l’immagine di lui è vivida. C’è anche una foto che ci ritrae abbracciati: il mare intorno e la vita davanti. I miei venti anni. Il suo sguardo verde e i suoi capelli neri...
Qualcosa mi scende come un pizzicore e come la polvere magica lasciata cadere da un Campanellino tutti gli anni che mi sono scivolati addosso non pesano più sulle mie spalle. Loro via e io mi ritrovo ad avere venti anni !
L’emozione di quel ritrovamento mi fa sentire bene. E’ come se fossi un’altra persona. Ringiovanita e piena di desideri. Come se il tempo si fosse arrestato : io ancora ventenne.

La sera prima della partenza. Ora di cena. Ci siamo tutti. Rompo il silenzio esordendo tra una notizia e l’altra del TG : 
Non vengo a Praga. 

Lui mi guarda senza vedermi e non dà alcun peso alle mie parole.
Insisto.
Vado a Ischia. 
Adesso ho l’attenzione dei figli che mi guardano come se fossi uscita di cervello. 
Vabbè- dice lui - dove vuoi andare? A Ischia? Allora vai. Noi andremo a Praga come programmato.
Va sul sicuro lui: i miei desideri espressi sono sempre rimasti allo stato di desideri, ma non questa volta... 
Il mattino seguente sono sul primo vaporetto in partenza per l’isola. 
Nessun ripensamento, assenza di sensi di colpa. Non mi interrogo su ciò che sto facendo. E’ così ! Il tempo è andato a ritroso ed io l’ho fermato come succede in una fotografia.
Stringo tra le mani i fogli spiegazzati e ingialliti come a chiedere conferma che non sto sognando.
Precipito tra le contrastanti sensazioni di fresco e di calore tra il vento e i primi raggi di sole.
Sbarco insieme al peschereccio. Trasbordano casse di pesce pescato la notte. Mi inebrio dei profumi del mare. 
Entro nelle strade e respiro eucalipti e oleandri. Mi riempio di colori.
So già dove andare e il mio passo è spedito come una giovane ragazza di venti anni. 
Ho fretta di riappropriarmi di un luogo, una gran fretta. Devo fermare il tempo.
Arrivo al Fortino che sono le dieci. La sera prima avevo telefonato e avvisato del mio arrivo. Si ricordavano di me. Non ho avuto una accoglienza calorosa, ma si sa come sono gli isolani. So per certo che la mia visita fa loro piacere.
Prendo possesso della casa dei miei venti anni. Trenta anni. Ma qui il tempo si è fermato. L’aria , la luce, i colori , i profumi. Tutto immobile quando il resto è in continuo movimento. O almeno a me così sembra. Ancora una volta stringo le pagine e le accarezzo. Mi sento a casa.
Scendo in spiaggia. E’ appena una lingua di sabbia. Tutta la costa va riducendosi e sgretolandosi: quest’isola scomparirà, penso, ma non adesso. Non ora che sono qua. Il mare, il cielo, la sabbia ed io con addosso soltanto enti anni. Una fotografia fissata nel tempo. 
Voglio entrare in acqua e farmi avvolgere. Nuoto senza fatica, raggiungo lo scoglio e vi salgo agilmente e poi mi tuffo. Uno, due, tre, quattro.....smetto perché non ho più venti anni, ma non voglio ricordarlo.
La sera mi siedo fuori al terrazzino e respiro. Ho la pelle arsa dal sole e un po’ di brezza me la accarezza. Mi piace, mi piace sentirmi come a venti anni. 
Infilo un vecchio chimono ritrovato nello sgabuzzino. Ancora una volta la sensazione di magia, ma anche la il sentore che non potrà durare a lungo.

Esco e mi faccio travolgere dalla folla mentre entro nei vicoli pieni di vetrine illuminate. C’è una mostra fotografica improvvisata, almeno così sembra. 
Lui amava fotografare, era la sua passione. Ad un tratto ....Ma.... è lui ! E’ lui, lo riconoscerei tra milioni di uomini anche dopo trenta anni. 
Lo sapevo, sapevo che l’avrei trovato, ne ero certa. Sento che ho fatto bene a fermare il tempo. Sono fiera del mio coraggio, della mia determinazione. Caspita ho recuperato i miei venti anni, lo spirito, le memorie, le passioni.
Mi avvicino mentre è in trattative con un giovane avventore. Discutono sul prezzo di una gigantografia. 
Mi volto a guardare la foto e mi vedo. Sono io quella ragazza sulla spiaggia. Tra il mare e il cielo. Io. 
Ehi, voltati. Clic. Ecco. Questa sarà la foto più bella che avrò mai scattato in tutta la mia vita. 
Ho il cuore che tra poco zomperà dal petto, lo si vede mentre suona come un tam tam di richiamo.
Vito!!! Quasi urlo.
Lui si volta, mi dà uno sguardo distratto e poi continua a parlare con il cliente.
Vito!!! Chiamo ancora.
Non si volta più. Ai miei richiami non si volta più. Gli vado vicino fino a toccarlo. Lui si rivolge con fastidio. Continuo a guardarlo, ma lui ..ma lui...
Non mi riconosci? Gli dico con un filo di voce.
Mi scusi signora, ma non credo che.... ci siamo mai conosciuti noi. 
Prendo dalla borsa i fogli ingialliti, spiegazzati, consunti e glieli metto sotto il naso. 
Lui si incuriosisce ed sclama : Ma questa era la scrittura di mio fratello!
Era? gli faccio
E lui allora capisce :Signora lei mi ha scambiato per mio fratello. Lui è morto la settimana scorsa durante un’immersione subacquea.
Ma queste foto ? Sono di suo fratello !

Fa per consegnarmi la gigantografia riconoscendo in quella giovane i miei lineamenti, ma
sono già scappata via.
Torno alla spiaggia e mi getto in acqua. Arrivo allo scoglio, salgo e mi tuffo. Continuo fino a quando sento le forze mancarmi.
La polvere magica mi piove addosso ed io riesco a vederlo. E’ lì che mi chiama ed io mi tuffo per correre tra le sue braccia.

E tu? Raccontami. A presto. Stefania

continua

TORNA a 

E ~ Romanzo