Laboratori

Penna inchiostro e calamaio

Piccolo ricettario di scrittura creativa a cura di Lorenza Colicigno

 

Lezione  01  ~  Lezione  02  ~  Lezione  03  

 
  Scrivere zen  
E` vero, ci sono in Italia più scrittori che lettori. Di questo si lamentano gli stessi scrittori e gli editori, per le scarse vendite dei loro prodotti, mentre gli esperti ne discutono, in particolare per quanto riguarda i giovani, mettendo in luce gli effetti negativi sul livello culturale del nostro Paese. Chi come me invita a scrivere, non può, quindi, non sentirsi in colpa, ad incentivare il numero già notevole di Italiani "aspiranti scrittori". Ma chi ama veramente scrivere di una cosa deve convincersi, e cioè che la relazione tra scrittura e lettura è strettissimo: è molto difficile trovare un buon scrittore che non sia anche un grande lettore. Chi non sa o non vuole leggere difficilmente saprà scrivere bene. Il mio invito è, quindi, prima alla lettura, poi alla scrittura. 

Ma è proprio vero che ciascuno di noi, messo di fronte ad una pagina bianca, con grande rapidità riuscirebbe a riempirla di parole, magari dense di significato? Esiste o no quella che si chiama "sindrome della pagina bianca"? Vi assicuro che esiste. A volte può essere anche un bene, magari si evita di scrivere cose insignificanti, spesso è un male, perché ci impedisce nell'espressione dei nostri pensieri, dei sentimenti, nel dare spazio ad una vocazione tanto segreta quanto legittima. Come superare, dunque, la paura della pagina bianca? Qualcuno potrebbe suggerirvi di utilizzare un foglio di colore diverso! L'espediente che io vi suggerisco è questo: qualunque sia il colore della pagina vuota, cominciate a scrivere con leggerezza, senza aspettative, magari proprio scrivendo "non so cosa scrivere" una, due, infinite volte, fino a quando sentirete scorrere liberamente la penna lungo i sentieri possibili del foglio e del significato: a poco a poco al nulla si sostituirà un insieme di segni leggibili, capaci di comunicare almeno domande, di suggerire percorsi di approfondimento possibili, nuclei di potenziali racconti, un florilegio di intuizioni espressive, che, se pure nulla avranno a che fare con la "Scrittura", molto avranno a che fare con quell'urgenza comunicativa e quella intenzione espressiva che sono l'anima di ogni parola. 

Ecco, dunque, la prima ricetta per la vostra prima pagina scritta: scrivere "zen" 
1) abbandonarsi all'onda della spontaneità; 
2) liberarsi da intenzioni esterne;
3) non fermarsi mai;
4) riempire lo spazio bianco con frasi ovvie, anche del tipo "non so cosa scrivere", "non mi viene in mente niente";
5) assecondare il groviglio dei fili emotivi;
6) lasciar fare all'immaginazione;
7) farsi guidare dalla mano, più abile di noi perché più libera, capace di affidarsi ai sensi più che alla ragione.

E` questo l'unico modo per cominciare a scrivere. E per continuare a scrivere? Ehi, un po' di pazienza! A presto, con carta, penna e calamaio.
  Il vostro spazio  
Dal fondo del mio cassetto
Rovistare in un cassetto, reale o metaforico, così come vi avevo chiesto di fare nel primo numero di questa mia rubrica, è sempre utile, quando si tratta di iniziare a praticare la scrittura espressiva (termine corretto nella lingua italiana), o creativa (termine assunto dalla tradizione anglo-americana di creative writing). 
Ecco infatti che l'immaginazione di Carmela Gagliardi, messa in moto dall'idea di rovistare in un cassetto, ha prodotto questo delizioso testo, su cui vi invito a tentare qualche riflessione che, se volete, potrete inviarmi, per iniziare così una sorta di dibattito sulla scrittura creativa, soprattutto sull'idea di insegnarla!


La mosca prigioniera
Zzz, zzzitti, c'è una mosca che dorme sul fondo di quel cassetto. Lurida e schifosa, nera e pelosa era la vergogna della sua specie: i suoi occhi grandi non servivano a niente, ridotti com'erano in quella miopia restringente. Sbatteva di qua, cozzava di là era un continuo smarrimento; la sua curiosità cieca non valeva niente. Un giorno senza saperlo, si trovò a vagare in una stanza speciale. Dopo vari scossoni sbattè contro un muro di cartone. Scivolò, ruzzolò, piombò all'ingiù, facendo una capriola. - Santi numi che botta! Dove sono finita? - Urlò sbigottita. Una superficie chiara e cristallina si estendeva fredda sotto le sue zampine. Si stropicciò gli occhi e fu inevitabile guardare: meravigliosa meraviglia era la prima volta che vedeva veramente.
- Chi sei? Qual è la tua natura? - Disse la poverina, tra l'ansia e la paura.
- Mi chiamo scrittura, e tu mi fai male se mi spiaccichi addosso questa lente vestita d'osso! -
- Non posso mollare questo strumento è la prima volta che vedo veramente. -
Comunque lo spostò leggermente. Nell'altra direzione il suo sguardo goloso, catturò un'altra cosa. Un tempo avrebbe potuto scambiarlo per un petalo seccato, ma ora vedeva bene che era marmellata. Dolce, carnosa, fresca e saporosa; non doveva fare altro che avvicinarla, per gustarla. Rapidi passettini e la sua proboscide affondo nell'inebriante vino. - Che squisitezza! Quante altre cose mi sono persa? -
Ma attenzione qualcosa succede nella stanza vicina. Passi felpati sempre più insistenti si stavano avvicinando al tavolino. - Oh no, non devono vedermi. Per ragioni di pulizia mi tramortirebbero. - Pensò impaurita. - Devo nascondermi, o morirò stecchita. Oh, guarda c'è un cassetto, è stato lasciato aperto. Presto lì dentro, o addio marmellata.
Un leggero rumore, un movimento dissestante, uno spillo vagante. Buio, silenzio, stordimento. Il cassetto fu chiuso da una mano indifferente.

Carmela Gagliardi

Una bella immaginazione, non vi pare? Il primo elemento di originalità del testo è che esso entra in medias res, superando il gesto iniziale dell'aprire il cassetto, e rovesciandolo nell'idea finale del chiuderlo con indifferenza. In mezzo l'idea della lente che consente alla mosca di curiosare in un mondo per lei fino a quel momento sconosciuto e di trovarsi gustose sorprese. Un lessico abbastanza originale e un'inclinazione alla rima, nonostante l'impostazione prosastica del testo, sono gli altri elementi che fanno del testo di Carmela Gagliardi un'interessante "prima pagina scritta".
     
Inviate i vostri scritti a info@paroladidonna.net La lunghezza del testo non dovrà essere superiore alla pagina dattiloscritta.
   
per informazioni sui Laboratori di Scrittura Creativa Interattivi
info@paroladidonna.net

Testata RI~VISTA