Raffaele Di Stasi
da  Barile  Basilicata  Italia
 
Dipinto di donna
Al cielo vorrei carpire il colore,
ai prati il verde splendente,
alle nuvole il soffice biancore,
alla notte il nero abbrunante.
Vorrei l'oro giallo del sole,
del tuo viso il candido rossore,
delle stelle la lucente mole,
dell'universo il pulsante cuore.
Usarli per far di te un dipinto,
donna, di mille pensieri intrisa,
il tuo corpo io guardo discinto,
in me la tua bellezza è incisa.
Il mio spirito risiede là, nell'elisio,
nel dolce brillio di eterni colori,
forte, in me ricorrente è il desio,
finire il dipinto e chiamarti amore.
 
Salice piangente
Nascondi il cuore tra i tuoi capelli verdi,
un pianto secolare il tuo animo avvolge,
stanco, tra i rami i tuoi pensieri sperdi
e il tuo dolore il mio animo sconvolge.
Ascolto il tuo pianto oh! verde salice,
prostrato alla terra in un atto d'amore,
la tua vita continua, sebbene infelice,
agghindi i giardini delle altrui dimore.
Cos'è che turba la tua testa argentata,
il gelido vento che l'inverno annuncia?
Vorrei che la mia anima a te accostata,
ti spingesse al sorriso, la tua rinuncia.
 
Una voce dal buio
Dal buio mi giunge una voce,
ma non è la voce del buio,
tra le mura rimbalza veloce,
Il cuore, ad un tratto io abbuio.
Quella voce risveglia i miei sensi,
dal profondo il suo volto intravedo,
ad un tratto, i miei occhi son densi,
guardando il suo volto io cedo.
donna, la tua voce sommessa,
dal buio, mi giunge nascosta,
a tratti, agitata e commossa,
I miei pensieri da altri discosta.
È te che io cerco, cui busso,
dal tuo cuore io cerco emozioni,
la mia vita che, il tempo ha percosso,
la rivoglio, con le mie ambizioni.
Con amore io le tendo la mano,
poi la stringo stretta sul cuore,
mio Dio!, i sensi mi acclamano,
del suo corpo, è il dolce calore.
 
Il Passero
Un rapido movimento, volo di passeri,
occhi impauriti si guardano attorno,
deserto bianco, infreddoliti esseri,
ombre di un paesaggio disadorno.
Strano tremore invade il mio corpo,
ricordi tristi mi riaffiorano in mente,
la morte di un essere, in un mondo turpo,
dentro il mio cuore, un aculeo pungente.
Strade deserte, le percorre il silenzio,
nulla v'è più triste di un paesaggio lunare,
la grigia pallina col mio sguardo presenzio,
un cinguettio greve le sento emanare.
Tendo la mano in un atto d'amore,
si accosta a fatica sbattendo le ali,
sul mio palmo si posa cercando calore,
ha nel suo corpo tremori infernali.
Volge i suoi occhi, nei miei occhi a guardare,
accarezzo le sue piume con gran passione,
il suo corpo, improvviso io sento mutare,
gelida morte, è del suo inasprir cagione.
 
Bolla di Sapone
Un soffio, una bolla ondeggia nell'aria,
pulsante prigione delle mie emozioni,
piccolo mondo, luccicante bizzarria,
in te io adduco le mie emozioni.
Porta lontano ciò che, in te io verso,
non far ritorno, aleggia col vento,
lascia me, solo, col mio pensiero avverso,
porta con te il meglio che, in me io sento.
Tutto è un sogno, ad un tratto svanisci,
non vedo più i tuoi brillanti lumi,
sfera, improvvisa nel mio sogno perisci,
esplodi nel vento in mille frantumi.
 
Fino al Sole e ritorno
Chiudo gli occhi, mi accarezza la notte,
pieno è il silenzio, dei pensieri l'oblio,
immenso, lo spazio il mio cuore inghiotte,
cerco una strada, cerco un brillio.
Vita che, in me esplodi chiassosa,
interrompi la quiete del silenzio infinito,
diradi il buio di una vita angosciosa,
in un tempo ormai giunto al finito.
Un desiderio da sempre mi opprime,
raggiungere il sole, di virtù adorno,
gridare il mio amore dalle sue alte cime,
per lei, cogliere un raggio e fare ritorno.
 
La montagna silenziosa
È lì la mia montagna silenziosa,
coperta da nuvole dense e grigie,
col suo aspetto triste, pensierosa,
pinta mi appare della sua effigie.
Non parla la mia dolce montagna,
tacita, angosciata sembra guardarmi,
quale tristezza di lei è compagna
perché della mia non possa aiutarmi?
Lei sa qual è il mio grande fardello,
dissipare quelle nuvole dense e grigie,
riguardare di lei il verde più bello
per affrancarmi dalle giornate bigie.
 
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