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Anna
Piccirillo
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da
... ... Italia
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FUOCHI DI NATALE |
Andai a Betlemme in un raro giorno di pace,
fu un momento fugace.
Da allora mi sono sempre chiesta
perché mai è proprio questa
la terra prescelta da nostro Signore
per la nascita del Salvatore.
Sconsolata, deserta, sembra un’arida foglia,
tanto che ti viene voglia
di fuggire per sempre lontano,
cancellarla con mano
e cercare altrove quell’Eden perduto
che non hai mai goduto. |
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Ma ogni volta che in televisione
vedo scene di desolazione,
di violenza, di sangue, di morte,
proprio lì dove l’odio è più forte
e tutti passano il tempo accaniti a sparare,
vorrei dire: “dovete sperare
in un mondo davvero migliore
tollerando ogni lingua, ogni razza e colore.
Musulmani, cristiani ed ebrei
siamo figlio dell’unico Dio
che ha creato l’intero universo,
dove ognuno è uguale e diverso.” |
Che tristezza vedere i ragazzi lottare per strada
e morire per l’intifada;
uomini e donne atteggiati a feroci soldati
avanzare con i carri armati.
Spari e bombe si alternano in macabre danze
e poi le corse delle autoambulanze,
luci notturne come fatui bagliori
e intorno gli eredi degli antichi pastori,
in mezzo alla terra che in macerie è ridotta
là dove un tempo c’era la grotta.
Tutto il mondo sta a guardare e tace…
…e poi parlano di pace!… |
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Ora sento ogni tanto un richiamo nel cuore,
come un sordo dolore,
un sentimento dolce che langue:
quella terra mi è entrata nel sangue!
E capisco che adesso la mia
è davvero nostalgia.
Penso a quella che per tutti è la terra promessa
e la magia rimane la stessa,
ogni anno il messaggio è tale e quale
a quella lontana notte di Natale.
E un giorno io voglio ancora tornare laggiù
dove nacque Gesù. |
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