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PAROLA DI DONNA” patrocini

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Premiazione  edizione  2001

4  giugno 2001  Teatro  F. Stabile Potenza Comune di
Potenza 
Provincia di Potenza
Vincitore  sezione  racconto  inedito
 
Eugenio Santangelo
Da Potenza Basilicata Italia
 
Uno  fratto  zero

I

Un libro, il mio libro, la storia del mio libro.
Respira, sulla poltrona, davanti al camino. E' caldo, al sicuro. Il fuoco lo folgora, ad intermittenza.
Il fuoco fa paura.

Fuori: neve. Grandi fiocchi poggiano lievemente su ogni cosa. Passano davanti ai lampioni ai lati della strada. Si mostrano al mio occhio - uno è chiuso - nudi, puri.
Fuori: freddo. La neve rassicura.

Il mio libro è qui dentro, al caldo. Un po' trema.

 

* * *

 

Nel mio libro: una storia. 
Una storia è mille altre storie.
Il mio libro è milioni di storie. 
(Bisogna saperlo a cosa si va incontro. Io non lo sapevo. Volevo un mio libro. Ora sono pieno di vite, uomini. Ormai è fatta.)


1
Timothy. In un parcheggio, su una panchina: prendere un autobus, o rimanere e continuare a bere. Esausta.
Jane. Guida il suo taxi. L'autoradio effonde suoni confusi. Una cassetta rovinata.
Passa accanto ad un albero. Le sue verdi foglie si spingono troppo in alto nel cielo. Enormi. Spaventose. 
Bent. Mesce cocktails, per sé solamente. Il suo bar, vuoto. Beve. Canticchia una canzone. Melodia angosciante. Guarda una ragazza che aspetta un autobus, seduta su una panchina. E' domenica: non ne passeranno.

 

2

Il mare. Pensare qualcosa. La dittatura del vento. Ricordi di milioni di 
uomini, a riva, trascinati dalle onde, assorbiti dalla sabbia.
Un uomo. Troppo piccolo un uomo, la sua vita, i suoi ricordi, troppo immenso il mare.
Smettere di pensare al mare. 
Passi faticosi. Eppure porta addosso un qualche senso, Lorenzo.

Luoghi senza possibilità, qui aveva condotto il figlio. Morto. Droga. Anestetizzare la mancanza di possibilità. Anche con lei, la moglie, finito, ricordo. 
Ora c'è il mare di fronte a lui.

 

3

Nuvole bianche schiacciano le colline all'orizzonte. 
Nella campagna c'è Giorgio. E' vecchio. Suda. E' luglio. Fa caldo. Non ha più voglia di lavorare, in quella sua terra. E' solo, da mesi. Maria lo ha lasciato ed ora è in città. Lei si arrabbiava perché d'estate Giorgio fumava troppo. Ora Giorgio: fuma troppo sempre. Ora Giorgio: è solo.
Una gabbia, in aperta campagna.

 

4

Edgar è un professore. Edgar insegna matematica. Edgar è un idiota.
Edgar ha quell'espressione sempre fissa sul viso, idiota. Edgar non è quell'espressione sul viso.
Miei cari colleghi, Edgar è un idiota. Pensatelo. Lo asseconderete.
Edgar è nella sua stanza. Poche note dal giradischi. Una finestra. Tutti quei 
colori, fuori. Quel cielo che cambia abito ed ognuno forse è il suo splendore.
Ed Edgar ammira, tutto il giorno, tutta la sua esistenza.

 

5

Mittner si bagna, di pioggia ed è sera.
Un'insegna al neon blu. Frenetica. I suoi occhi. Stanchi. Gocce di pioggia gli scivolano dalla fronte, giù sul naso. Esitano alcuni secondi prima di rovinare sull'asfalto umido. Riflettono la sua stessa indecisione. Mittner ricorda. Mittner tiene lo sguardo, con tenacia, sull'insegna blu. POLIZIA DI STATO.


II

Io ballo, e piango. Ed è strano.
Il mio corpo volteggia: acceso. Ed è tutto un frastuono. 
Il mio viso: piange.

Il mio libro gode del fuoco. Ride con la sua copertina fatta di numeri.
Sembra così calmo. Io scalpito. Storie, vite. Dannato.
L'affollarsi di tutto questo, nella mente. Comincio a tremare, perché non capisco. 
Ma lui lo sa bene. Sa tutta la verità.

1
La casa è fresca. Giorgio sta seduto su una poltrona. Una mano tra i capelli bianchi. Sorseggia dell'acqua.
Telefono. Maria.
- Oggi non posso venire. Tu come stai?
- Non peggio di ieri.
Veniva ogni mattina, Maria. Temeva che morisse, Giorgio, solo.
Beve l'ultimo sorso ed esce. Cammina. Osserva i suoi passi. Risale un sentiero. Alza lo sguardo: tutto così ampio, e giallo. Intravede la gabbia. I suoi cani sono morti, da un mese. La porticina è aperta. Entra e siede. 
Spera intensamente che qualcuno lo venga a trovare. Macché. Lo sa benissimo. 
Appoggia la schiena alle sbarre in fondo alla gabbia. Chiude gli occhi. Fa troppo caldo per sognare.

 

2

Entra in classe, Edgar. Inizia a vivere tra tutti quei numeri. Tra tutte quelle giovani vite.
Edgar vive.
Solo in classe. Tra l'innocenza di visi pallidi, confusi. Espressioni di domanda. Adolescenti. Domande.
Lui non risponde.
Torna a casa. Guarda il cielo e la strada dalla finestra. Non si sposta di lì.

 

3

Andare via. Guidare.
Parcheggia l'auto, Lorenzo. "Pasticceria del sole". 
- Vorrei una torta, al cioccolato. Semplice. Grossolana. Al cioccolato.
La signora avvolge il dolce con della carta rosa. Sopra, il nome della pasticceria, a lettere dorate.
Esce, soddisfatto. Sospira. La pace. Basta poco per allontanare le incertezze. Una pasticceria. Un dolce. Una persona gentile. Essere servito. Riverito. Rispettato. Nella forma.

Poi il sesso, con una donna. Beh, forse qualcosa di nuovo, forse un nuovo inizio.
- Cosa succede?
- Niente.
- Niente. Tipo?
- Sono stanca.
- E' la scusa di tutti.

Si strofina gli occhi. Si riveste e saluta, correndo giù per le scale. 

Di nuovo al mare, attanagliato tra pensieri già pensati. Il non-sentire. Tutto fermo, in pochi granelli di sabbia. Eppure esisteva un significato.
Una donna: cappello, sciarpa, cammina quasi saltando. Scrive qualcosa su dei fogli. Lorenzo si avvicina.
- Deve avere un senso. In quello che scrive c'è un senso. 
La donna si stringe nelle spalle.
Le pagine: vuote, bianche.

 

4

Timothy. Inutile scappare. Niente può salvarla, da se stessa.
Jane. Fa inversione. Torna indietro per qualche centinaio di metri. Scaglia la cassetta contro quell'albero troppo alto. Con rabbia.
Bent. Pensa di chiudere il bar. Quella canzone doveva finire: avrebbe sputato dall'anima la sorella confusione, altrimenti. Con lacrime. Con quieta disperazione. Con grande fracasso dentro.

 

5

Mittner continua a ricordare. I genitori, quella sera. Avevano divorziato, da un anno. Quella sera l'aria gridava. Una riconciliazione.
Mittner saliva le scale lentamente. I gemiti dalla camera da letto aumentavano. Finchè.
Uno sparo. "Stronzo!": la mamma, mai scoperta per tutto questo tempo.


III

Tutto questo condurrà ad un epilogo. Sta per iniziare la fine.
La fine è necessaria.
La fine continuerà a muoversi.

Ricordo il bambino che cercava di capire le frazioni.
La maestra fa l'esempio della torta.
La maestra divide la torta in sei parti.
Il bambino ne vuole una fetta.
Ma c'è qualcosa che il bambino capirà solo molto più tardi.

Uno fratto zero. Un marasma d'illusioni.

1
POLIZIA DI STATO. Mittner. Una porta, la apre. Una persona in divisa, la supera. Un'altra porta, la spalanca.
- Commissario, era un anno che lo desideravo e l'ho fatto, sono stato io.

"Hai ucciso molti uomini, mi hai detto, e non averlo fatto è stato proprio come averlo fatto". Una canzone.

 

2

Riapre gli occhi. Giorgio. Il vento è carezzevole e fresco, ora. 
Pensa. Forse sarebbe meglio trasferirsi in città. Non ne è convinto.
Guarda per terra. La sua terra. La sua casa.
Immobile. L'erba gli accarezza la mano. Una folata di vento chiude la gabbia, con violenza.
Guarda la campagna aperta attraverso le sbarre. Uno spettacolo di metallo.
Il suo tono di voce lo fa tornare bambino.
- Maria, vengo in città…
Lei arriverà solo domani.
E' ormai buio.

3

Una mattina. Edgar entra in classe. Nervoso. Afflitto. Lugubre.
Comincia a spiegare. Sente qualcosa di strano. Si sente nudo. Spogliato da due occhi. Non capisce. Non li trova.
Torna a casa. Accende il giradischi. Si avvicina alla finestra. 
Alza la testa. Una grande lacrima, dentro: una poltrona, una finestra, un angelo seduto, malinconia sul viso. Un albero, una strada desolata, il cielo.
Sotto, sulla tela, la firma: …due occhi…
Piange, Edgar. Insieme a lui il quadro e quelle poche note.

 

4

- Eppure…
Riflette su tutto quanto insieme. Lorenzo.
Moglie figlio morte cioccolato pace sesso non-sentire fogli bianchi. Si gira verso il mare. Abbassa lo sguardo. Si china a raccogliere pochi granelli di sabbia. Guarda di nuovo il mare, i ricordi di milioni di uomini. Ripensare a tutto quanto insieme.
- Troppo poco…troppo poco…
Il mare. Un'onda lo bagna fino ai polpacci. Toccare l'immensità del mare e non trovare alcun segno della propria vita. Pensa alla propria vita.
- Troppo poco…
Guarda il mare. Lorenzo.

 

5

-Fanculo!- Timothy si fruga nelle tasche. Raccoglie pochi soldi. Anestetizzarsi.
Jane. E' ormai scoppiata in lacrime. Mai distruggere qualcosa di sé. Bere una birra, subito. Il bar della stazione degli autobus.
Bent. Manda giù l'ultimo goccio e chiude il bar.
Timothy. Si alza. Sguardo per terra. Si avvicina al bar.
Jane. Parcheggia. Si soffia il naso. Si incammina.
Timothy. Si rende conto del destino. Siede di nuovo sulla panchina.
Jane. Versa altre lacrime, davanti all'ingresso sbarrato del bar.
Bent. Accende lo stereo. Sulla poltrona di casa. Non c'è elettricità. Apre la finestra, fa caldo. Inizia a canticchiare, piangendo.
Un insieme di pianti si innalza nell'aria umida. La notte ascolta le poche note della disperazione.


IV

Il mio libro si chiama "uno fratto zero".
Lo afferro. E'inerme. Accarezzo la copertina. Lo getto nel fuoco.
Si può uccidere il proprio figlio?

 
       

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