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PAROLA DI DONNA” patrocini

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Premiazione  edizione  2001

4  giugno 2001  Teatro  F. Stabile Potenza Comune di
Potenza 
Provincia di Potenza
Vincitrice  sezione  raccolta inedita di poesie
 
Elisa Zagaria
Da Andria (Bari) Puglia Italia
 

Silloge senza titolo

   

OLTRE IL VETRO

 

Oltre il vetro
ho visto ombre imbevute di pioggia
e brandelli di luce e silenzio,
oltre il vetro
ho visto storie perdute
e occhi lucidi di lacrime e sogni,
oltre il vetro
ho visto istanti infiniti
e tramonti intessuti d'oro e corallo,
oltre il vetro
ho visto ali trafitte dal sole
e cieli bianchi di fulmini e stelle,
oltre il vetro
ho visto la sabbia scorrere piano
nella clessidra del tempo,
ma un giorno 
infrangerò quel vetro
e guarderò finalmente 
la vita negli occhi.



MONGOLFIERE 

Sono nata
all'ombra
degli ulivi,
in un angolo
d'inverno
angelico
e turbato,
pallida
di barcollante,
acerba
insofferenza,
bambina
dagli occhi miopi
che già voleva
guardare lontano.

Ho venduto
i miei miseri ulivi
per poche lire
e un'avventura.
E' questa
la mia america
poetica e feroce,
un cielo infinito
di mongolfiere
in rotta
verso il sole.



INCHIOSTRO

Dalle ciglia
del silenzio
piovono lacrime
d'inchiostro,
ed io le ascolto 
cadere,
con le labbra
bagnate di luna
e nella mano
una rosa d'argento,
come se
quel tintinnio di luce
che zittisce il tempo
e imprigiona le ombre
potesse tramutare
in miele
il sangue
delle mie ferite.
Non so perché
sto qui
a cercar parole
nella cenere,
non so perché 
amo tanto 
questo cielo disperato:
sono solo
una porta socchiusa
in un labirinto 
di stelle…



SCHEGGIA DI VENTO

Lei è sola
contro la curva fredda
del silenzio
e tutto ciò che vede
è una pozzanghera di passi
senza memoria
e senza tempo;

lei stringe forte
il suo ombrello
e il perlaceo sangue
del mattino
le cola fra le dita,
diviene lacrima,
diviene speranza;

lei è viva,
come una scheggia 
di vento che graffia
il vuoto di una campana,
e vorrebbe correre,
con quel suono
negli occhi e nel cuore;

lei ha un brandello di cielo
e un sorriso di pioggia,
lei è libera,
lei non ha paura,
perché in fondo è questa la felicità,
una strada di fango
intessuta d'argento.



RINTOCCHI

Nel deserto
dei giorni appassiti
le campane
hanno smesso 
di suonare.

Nel deserto
dei giorni appassiti
la vita
è un viso di donna
con gli occhi
truccati di felicità, 
è un rintocco
di lacrime
nella sua gola,
il pallore
della tristezza
sulle sue guance,
l'odore della luce
sulla sua pelle.

Nel deserto
dei giorni appassiti
le campane
tacciono,
ma da qualche parte
una donna
sta cantando.

 

 
       

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