| DA
VERSI |
Arriva appena il grido dell’angelo
al confine pacato di un urlo infernale,
ma se il sole riscalda,
la nebbia offusca la vista;
è forse questa la spenta candela accesa,
l’ultima di una lunga lista.
Arriva appena la mano tesa d’un sospiro
ad abbracciare il limite incerto
d’un leggero respiro;
ma se la pioggia bagna l’asfalto,
non è detto che arrivi a toccarlo
lacrimando dall’alto. |
Una parola non è mai un moscerino
trascinato dal fiato,
ma rondine persa
che nel suo volo ritrova la siepe.
No, non è la rondine che segue il turbamento lontano,
non l’uomo in grado di indicare la sua stella,
né la mia pace cerca fiera la tua guerra. |
Quando ho intravisto su un albero vivo i tuoi occhi guardarmi,
ho sentito un rumore chiassoso nell’anima pigra;
eri tu che posavi il tuo velo
per apparire sole nella pioggia,
smeraldo sulla foglia;
hai coperto la notte dei tuoi bruni capelli
ed ho capito di averti trovato,
di essere giunta alla meta,
rara come il mai,
eterna come il sempre. |
Gioco di mano tremula, danza lenta di dita sottili,
perché sulla tua fronte disegno una farfalla,
perché sulla tua fronte un piccolo percorso le permette di volare.
Ed io che ho avuto solo il tempo di catturare un lampo in mezzo al cielo,
mi ritrovo più di un istante passato ma mai del tutto sfuggito,
come la farfalla prende forma sul mio dito. |
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