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SENTO
COS'E'? Forse dovrei fare quello che agli altri piace o forse dovrei solo
fermarmi, ascoltare, riflettere, lasciarmi trasportare da quest'armonia di
respiri e suoni; storia vissuta, impegno e sudore, amore e passione, violenze e
sacrificio, ma pur sempre storia. Le note mi pizzicano l'anima, non so se
m'infastidiscono, le trovo sfacciate, tentano di penetrarmi lo spirito e di
portarselo via, vogliono togliermi la ragione e spingermi a danzare intorno al
fuoco dell'irrazionalità, calda sensazione, ardore, ansia, paura e maledizione.
Guardo in alto per cercare aiuto e trovo la disperazione, l'impazzire della
speranza, la sofferenza e il lamento mi prendono e non so resistere. Mi guarda
ma come avvicinarmi a lui? È lontano tanto da perderlo, ma l'importante è non
perdere me stessa nella ricerca di lui. L'attrazione verso di lui mi fa
accostare alla morte, la perdizione eterna: non provo terrore, né panico, è
così piacevole lasciare che le fiamme ti avvolgano… perché smettere? Perché
privarsi del paradiso?
Sragiono, inesorabilmente mi rendo conto del mio peccato, mi è fatale e così
sia, certamente non quello a darmi fastidio, c'è dell'altro… Il senso di
gioia che non voglio provare, non m'interessa, voglio solo soffrire e rigirarmi
nel mio letto di spine pungenti come le belle sensazioni, così nuove per me,
così scomode. Lasciatemi ritornare al dolore pur sempre calmo e alle mie ferite
che sono comunque parte di me.
Desidero solo abbracciare il rosso della vergogna e il nero del pensiero, la
parte oscura e remota di me, quella più vera e più abbominevole e sottile:
odora di persuasione. Sento un flusso di cattiveria farsi sempre più liquida e
scivolare con folle ritmo, bagnare la mia carne e impregnarla di inquietanti
consapevolezze. Anche il sole è cupo… il rosso mi perseguita… |