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Alessandro  Ghebreigziabiher

Da   ...  ....  Italia

Droga

Andros è un extraterrestre che fin da bambino è vissuto in orbita intorno alla terra, passando il tempo da solo sulla sua piccola astronave, in compagnia del suo audiotelescopio. Con esso è vissuto osservando la vita degli uomini alla ricerca di una leggendaria “cosa” di cui fin da piccolo ha sentito parlare. Ma ora e solo ora l’ha trovata ed ha deciso di scendere giù, a raccontare la sua storia…

Chiedo scusa…
Vi prego di ascoltarmi. Vengo da molto lontano, molto, molto lontano.
Ormai sono parecchi anni che vivo qui su, in orbita, e credo di aver a questo punto imparato a parlare la vostra lingua, a conoscere le vostre regole, che sono divenute anche le mie.
Ma fin da quando ero un bambino ho scoperto l’esistenza di una cosa fantastica che solo ora sono riuscito a trovare.
Non è stato facile, credetemi.
Io ho un audiotelescopio sopra, uno strumento con cui riesco a vedere e sentire tutto quello che succede quaggiù. 
Non avrei mai creduto di trovare la forza di scendere qui, tra voi, che vi ho sempre visti da lontano. 
Ma oggi vi ho guardato, così tanti ed è stato irresistibile. Ho pensato che forse non avrei avuto occasione migliore. 
Dovete sapere che un giorno, esplorando le scuole, dove cercavo i ragazzini com’ero io all’epoca, sentii parlare di una cosa che se la provavi ti avrebbe fatto stare molto bene, tanto bene, ma così bene che ti dimenticavi di tutto! 

Problemi, dispiaceri, dolori, tutto sarebbe scomparso e si sarebbe diventati leggeri, talmente leggeri da volare, letteralmente.
Capirete certamente la mia forte curiosità.
E voi avrete sicuramente capito di cosa sto parlando, ma io sono uno di fuori, ci ho messo un po’ a trovarla. Solo ora, dopo anni ci sono riuscito.
All’inizio ero molto attratto dall’idea ed ho cominciato a cercarla senza tregua, prendendo ovviamente molti abbagli.
La prima volta che pensai di averla trovata è stata quando vidi una folla di gente entrare in una serie di porte a vetri e c’erano molti bambini, come me a quel tempo.
Li seguii fin dentro con il mio audiotelescopio e li vidi sedersi su delle poltrone, tutte rivolte verso un gran telo bianco. 
Voi avete capito cos’era, no ? ma io sono di fuori, ve l’ho detto.
All’improvviso mancò la corrente e sul telo apparvero dei disegni che… si muovevano! 
Era naturalmente un cinema e quelli che vidi erano… sì, cartoni animati!
Chi di voi non si è sentito leggero, dimenticando tutto, davanti a Biancaneve, Cenerentola, Tom e Jerry…
Ma ahimè, mi ero sbagliato.
Già, perché sentendo in giro seppi in seguito che questa magnifica cosa, per avere il suo effetto, ti doveva entrare dentro, la dovevi sentire dentro di te. 
Per voi è chiaro no ? ma io, essendo forestiero…
Quindi, non perdendomi d’animo ma con crescente curiosità, mi sono rimesso alla ricerca.
Certo, ogni tanto mi veniva di pensare che Walt Disney non era poi tanto male per lasciarsi andare, anche solo per un paio d’ore.
E mi veniva il dubbio che forse, per cercare questa cosa, avrei rischiato di perdere 
il gusto di sorridere alle disavventure di Paperino o alla vittorie di Topolino, ma voi mi capirete: noi umani, mi ci metto pure io va, siamo curiosi, tanto, tanto curiosi e spesso siamo disposti a rischiare anche la vita stessa per le novità…
Quindi, con più decisione di prima, ricominciai a cercare col mio audiotelescopio. Gli anni passarono, io ero ormai un ragazzo e sempre inseguendo i miei coetanei, una sera, ne vidi un bel gruppo entrare in un portone dove c’erano due grossi uomini che controllavano il passaggio.
Capito cos’era, no ? ma io, uno di fuori…
Seguii il gruppo entrare nella discoteca e non credetti ai miei occhi, anzi alle mie orecchie, meglio a tutto il mio corpo. Sentii un qualcosa dentro, di irresistibile, che mi faceva sussultare e saltare in modo sistematico e dovevo muovermi e non in modo casuale ma forse anche, insomma, fu travolgente.
E poi questo ritmo: untz, untz, untz! 
Lo so, per voi è normale ma per me era nuovo.
Ballare, ballare tutta la notte, senza fermarsi, insieme a tanti ragazzi come me. Certo io ero da solo, lassù, ma mi bastava chiudere gli occhi ed intorno a me era pieno di gente.
E poi, anche se non aveva senso, con tutte quelle mosse e tutto grazie alla musica. 
Sì, la musica…
Tanti suoni messi insieme e si crea questo fluido invisibile che ti esplode nelle vene. 
Allora era questa la cosa: ti sentivi leggero, dimenticavi tutto, ti entrava dentro, era lei. Era lei ?!
No…, no.
Mi ero sbagliato ancora.
E sì, perché, per sentito dire, ascoltando in un bar, capii che per questa magica cosa, se ci tenevi tanto, eri disposto anche a far male, ad uccidere perfino. 
Non era lei.
Mi spaventai, lo ammetto, ma mi ributtai nella ricerca, forse all’inizio un po’ tristemente perché mi sembrava così di trascurare due già grandi scoperte per me, prima i cartoni animati ed ora la musica.
Quest’ultima poi ebbe subito per me una qualità eccezionale. 
La parola esatta è: allucinogena. 
Sì, perché riascoltando dopo anni una canzone e chiudendo gli occhi, potevo rivedere i momenti passati quando la sentii per la prima volta.
E questo mi piaceva molto, mi faceva commuovere e ridere allo stesso tempo. 
Ma a quanto pare non mi bastava. 
E voi mi capite vero ?
Così, con testarda convinzione, con il mio audiotelescopio, esploravo le strade cittadine ed una sera mi accorsi che eravate tutti in casa, non c’era quasi nessuno in giro.
Voi avete capito che succedeva, no ? ma io, straniero…
Mi avvicinai alla finestra di un appartamento e vidi un’intera famiglia, seduta su un divano, davanti ad un cubo metallico che li illuminava e non capivo cos’era trovandomi alle spalle di esso.
All’improvviso, vidi tutta la famiglia saltare in piedi e gridare come forsennati. Per me fu un colpo, ripensando alla cosa che avevo sentito dire al bar, sul fare male, ma poi li vidi contenti, si abbracciavano. Doveva essere una buona cosa. 
E' così che scoprii il calcio e quindi il tifo per la squadra del cuore, la partita allo stadio. Dovete perdonare il mio stupore, per me era una vera sorpresa. 
Comunque l’avevo trovata: era il calcio. Mi sentivo leggero, dimenticavo tutto durante la partita e quando la mia squadra segnava il goal mi entrava dentro un’energia che mi faceva saltare di gioia, quasi come la musica.
E quando segnava la squadra avversaria succedeva qualcosa di strano…
Mentre mi rattristavo per la rete subita c’erano altri che festeggiavano il fatto, anzi sbeffeggiavano con gesti molto provocatori quelli… insomma tristi. 
Bè, lo ammetto: ho sentito come mai prima di quel momento una voglia irrefrenabile di aggredire quei bast…, quei…mascalzoncelli!
Ma controllandola, tutto il resto era molto divertente. 
Tanto in ogni caso ero lassù, solo e talvolta me la sono presa col mio audiotelescopio, il quale da quel periodo presenta alcune ammaccature.
Solo che mi ero sbagliato per l’ennesima volta.
Già, poiché, sempre curiosando nei discorsi dei giovani come me, seppi che quella cosa, quando ti ci avvicini, senti un’attrazione fortissima, che ti sconvolge tutti i sensi.
Per quanto bello fosse non poteva essere il calcio.
La mia curiosità era arrivata alle stelle, dove già mi trovavo, e fu in quel momento che pensai a quanto era strana la mia vita:
Ciò che mi spingeva ad andare avanti era la ricerca di qualcosa che ancora non conoscevo, su cui fantasticavo e che avrebbe dovuto farmi dimenticare tutto, ma le cose che avevo trovato lungo la strada erano quelle che mi ricordavano quanto la vita fosse piacevole.
Ed è proprio per questo che vinse sempre la curiosità: comunque non sarei rimasto a mani vuote!
Tornando alla mia ricerca, che c’era in più ? ah, forte attrazione.
Ecco, in quel periodo feci una cosa di cui mi vergogno e sfrutto questo momento per chiedere pubblicamente scusa.
Una sera d’estate, con delle strane scosse interne, che partivano dal basso fino ad arrivare al cervello, mi avvicinai ad una finestra dell’appartamento della famiglia di prima. Il campionato era finito ovviamente ma io non lo sapevo e mi ero preparato alla solita partita, bardato di sciarpa, cappelletto e trombetta.
Era la camera da letto…
E voi avrete sicuramente capito…
La scena che vidi fu per me sconvolgente.
Mi dovete comprendere. Io non immaginavo mica che un uomo ed una donna potessero fare quelle cose. 
Cercai subito di capire cos’era, sempre teoricamente ed ascoltando vari discorsi, decisi che era lei la cosa tanto cercata: il sesso.
Un’energia potentissima che smuoveva tutti gli esseri viventi, li univa e li faceva vibrare insieme, come una cosa sola. 
Doveva essere lei.
Da quanto avevo intuito, durante ti sentivi leggero, dimenticavi tutto, problemi e dispiaceri, al momento culminante, senza volgari allusioni e sottintesi, ti entrava dentro una scarica oltremodo esaltante, per lei eri disposto anche ad uccidere, vedi gelosie e duelli vari, e soprattutto c’era un’attrazione così forte verso, verso… per me le donne, ma in generale per quell’attimo unico e meraviglioso.
Era lei la cosa tanto cercata ? No, sfortunatamente no. Perché, sempre per sentito dire, seppi che questa magnifica, affascinante ed esaltante cosa l’aveva creata l’uomo. 
Non poteva essere il sesso, essendo nato con la gente stessa. 
Mi ero, ancora, tremendamente illuso e la delusione questa volta fu veramente grande. Mi abbattei e cominciò un periodo molto difficile. Sì, perché non riuscivo più a fare niente, stavo intere giornate a letto, con un dolore alla pancia, bruciante, che non mi abbandonava mai. Ero a pezzi, mi sentivo vuoto, bucherellato come una groviera, dai cui fori fuggivano via tutti i sogni e le splendide emozioni che avevo vissuto prima.
Con i cartoni animati, la musica, il calcio, il… sesso, anche se solo teoricamente.
Ciò che mi fece più male è che la mancanza di questa cosa, mi stava facendo perdere tutto il resto, tutta la mia vita, che ormai dipendeva da essa.
Stavo per lanciarmi da lassù e farla finita, ho aperto il portello dell’astronave quando vi ho visto, senza l’audiotelescopio, con i miei occhi e ho fatto un sogno:
Di essere qui, ora, in mezzo a voi, a raccontare la mia storia.
Ah, dovreste provarlo…
Mi sento leggero, più delle nuvole, ho dimenticato tutto il dolore che ho provato fin ora, sento dentro una carica così calda e potente da farmi esplodere, sarei disposto a combattere con chi volesse vietare momenti come questo, l’attrazione e stata così forte che mi ha fatto scendere giù dopo trent’anni e più di tutto, questo l’avete creato voi, qui adesso, semplicemente, che siete stati così buoni ad ascoltarmi.
Grazie.

 
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