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Recensioni |
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AA.VV.
Disertori
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a cura di
Antonella Cilento |
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AAVV, Disertori, Einaudi Tascabili, pp. 228, £ 17.000 |
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"Dal Sud, una pattuglia di narratori fa a pezzi l'illusione di un'Italia pacificata dove tutto è al suo posto, e lì deve rimanere. Fuori dalle riserve indiane del meridionalismo i Disertori (…), disertano in sostanza, da ogni luogo comune sul Sud." Recita così la quarta di copertina del caso letterario più annunciato dell'inverno appena concluso, l'antologia "Disertori. Sud: racconti dalla frontiera" edita da
Einaudi, curata da Giovanna De Angelis, e che raccoglie voci di autori meridionali noti e meno noti:
MaurizioBraucci, Giosuè Calaciura, Gaetano Cappelli, Diego De Silva, Antonio
Franchini, Davide Morganti, Antonio Pascale, Francesco Piccolo, Livio Romano, Evelina
Santangelo. Quattordici racconti, dunque, (alcuni autori sono presenti con più testi) per rappresentare, secondo le intenzioni della curatrice, una nuova e aggiornata immagine del Sud attraverso la più recente produzione letteraria, un'immagine che, come appunto sottolinea la dicitura di copertina, dovrebbe scardinare i luoghi comuni sul Mezzogiorno e proporre una qualche diserzione da territori non meglio identificati dell'identità letteraria meridionale. Una prima considerazione su quest'antologia va proprio a toccare quest'aspetto della questione: sebbene Disertori raccolga autori davvero efficaci, non si ha leggendo l'antologia precisamente l'impressione che il luogo comune sia stato evitato. Nonostante, infatti, la raccolta presenti scrittori del calibro di Antonio Franchini e Gaetano Cappelli, fra i più notevoli della loro generazione e fra i meno convenzionali, nonostante abbia fra le sue pagine uno dei pezzi più belli di Francesco Piccolo, altro autore di indiscusso talento, e promuova tutti gli altri "giovani"
(Pascale, De Silva, Morganti e Romano in particolare) che hanno già prodotto scritture più che interessanti e da cui ci si aspetta prodotti di sicura qualità, Disertori conferma, in fondo, un'idea di Sud più che vista, pericolosamente oleografica nel suo tentativo eversivo. Forse perché, viene da pensare, è molto più facile ed efficace scrivere del Sud senza avere la precisa intenzione di farlo: come la curatrice stessa sottolinea, infatti, i racconti sono stati tutti scritti appositamente per la raccolta (cosa non del tutto vera, il racconto di Piccolo era già stato edito) e questo forse proietta un'ombra di attesa, di dejà vu, di assenza di sorprese. Questo Sud che dovrebbe disertare parla in fondo di quotidiani difficili, di camorra, di buchi culturali, di piccole e grandi mostruosità, di province e provincialismi. Insomma, gli autori, tutti con grande abilità, si muovono all'interno di un panorama autoriale e commerciale ampiamente esplorato a Sud come a Nord. Viene allora da chiedersi: ma c'è qualcosa di male nell'andare a fondo nel luogo comune, nel rovistarlo e nel fornirne nuove, interessanti visioni? Restano così bene impressi i personaggi disperati ma con un piccolo e resistente fondo di umanità che attraversano le pagine di questi racconti che si apprezzano o si detestano indipendentemente da questa cornice di blando maledettismo rivoluzionario che l'operazione-antologia vuole costruire loro attorno.
Così, a chi scrive, viene spontaneo dire al curioso lettore di leggere, se vuole, Disertori, ma di andare anche a cercare ed acquistare i libri precedenti e futuri di questi autori, di Volare basso con Gaetano Cappelli e frequentare i suoi Mestieri sentimentali, di chiedersi con Antonio Franchini Quando vi ucciderete maestro? e chi è L'abusivo, di interrogarsi su La città distratta con Antonio Pascale e su Certi bambini di Diego De Silva (o meglio di procurarsi La donna di scorta), di domandarsi chi o cosa è Mistandivò di Livio Romano, di ascoltare le esilaranti Storie di primogeniti e figli unici di Francesco Piccolo, e così via. Se Disertori conferma qualcosa è proprio l'indiscutibile necessità di una tradizione intesa come consapevolezza di dove si va e da dove si viene, tanto più che, forse, è arrivato il momento di restare al Sud e non di disertare…
Antonella Cilento
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Testata
RI~VISTA
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