Ri ~Vista

quadrimestrale

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giugno

2001

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Anno I

Testata RI~VISTA

Donne e scrittura

Scrittura di donne

 di Emilia B. Cirillo

 

Inizia con l'intervento di Emilia B. Cirillo il nostro dibattito sulla scrittura delle donne. 

Mi auguro che sarete in tante e in tanti a partecipare.

 

 

Il primo libro che ho comprato, avevo sette anni, è stato Piccole Donne, di L.M. Alcott. Non so se fu per caso, ma era di una scrittrice. Naturalmente mi innamorai di una delle quattro sorelle, Jo, che stava tutto il tempo in soffitta a leggere e mangiare mele e a scrivere i suoi romanzi. Per molto tempo nella mia vita, quello che faceva Jo, la sua vita legata alla scrittura e alla lettura, è stato come un fantasma che ha vissuto con me. Ho letto tanto da allora, ma i libri scritti dalle donne sono quelli che sempre mi hanno appassionato. Per i temi che trattano, per la sensibilità di cui sono intrisi, per quel modo di narrare largo, per avere la loro scrittura un ritmo avvolgente, come onde. Ho amato la scrittura delle donne perché mi ci sono riconosciuta molto più che in quella degli uomini( anche se Pavese e Cortazar restano i miei scrittori maschi preferiti ). E' un taglio diverso, uno sguardo diverso sul mondo, quello che le donne narrano. Solo una donna avrebbe potuto scrivere "La stanza dei figli" o "Nessuno torna indietro", per quel sentire senza risparmio, per quell'abbandono assoluto alla parola. La parola del corpo, non quella della mente. E neanche col cuore. Corpo vuol dire pelle e muscoli e sangue, i sensi insieme, fino a dimenticarti di te. Le narratrici, le scrittrici mi hanno fatto compagnia, mi hanno formato, mi vengono in soccorso tutt' ora. Quando ho bisogno di consolazione leggo " Gita al faro" di Virginia Wolf o "Sulla Baia" di Katherine Mansfield e faccio pace col mondo.

Il filone "scrittura femminile" che tanto si è portato fino a qualche anno fa ( il salone del Libro di Torino del 1996 nel farne argomento dell'anno lo ha anche etichettato e ridimensionato) secondo me, è servito principalmente a sancire, all'interno di un mondo inaccessibile, un concetto fondamentale: che le donne devono avere tempo e possibilità per scrivere. Che la loro scrittura ha pari dignità, se è scrittura, nel mondo letterario. Altro non riesco a vedere, perché la scrittura ha regole interne, e non si è più o meno bravi in ragione del sesso di appartenenza, ma solo in ragione di quello che si scrive e di come si scrive. Della musica interiore.

Parlavo delle mie scrittrici preferite, le mie maestre: senz'altro Jane Austen, ironica, brillante, moderna, Virginia Woolf, maestra delle maestre, e Katherine Mansfield, insuperabile scrittrice di racconti, ma anche Natalia Ginzburg, che col suo raccontare fitto fitto, va al cuore delle cose, e l'Ortese che racconta dei fantasmi dei luoghi, e la Karen Blixen (Capricci del destino) , Janet Frame ( Un angelo alla mia tavola ) e Christa Woolf ( Riflessioni su Christa T.).

Se devo dire di un'autrice vivente che amo,  penso a Nadine Gordimer, alla sua scrittura che diventa, a tratti, passione per la parola e per la politica.                    

 

     

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