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Vi siete accorti che quando si ha un'idea e si lavora per realizzarla concretamente e poi si è proprio sul punto di realizzarla, immancabilmente si è assaliti da qualche o da molti dubbi, come, per esempio, nel caso specifico, questo: se mai si sentisse, nello sconfinato panorama editoriale di Internet, la mancanza o l'esigenza (punti di vista) di una nuova rivista letteraria, in particolare di una dal titolo così originale, quale
Ri ~Vista
?
Immagino che anche voi rimarrete con il dubbio che, dal punto di vista della mancanza o dell'esigenza, non ce ne fossero proprio le condizioni.
Bene. Superato il primo, messo l'animo in quiete con la motivazione che "se ce n'è cento, ce ne può essere centouno, e ciò non fa male a nessuno", ecco subito affiorare il secondo (dubbio): una rivista, ancorché dal titolo tanto originale, proposta, diretta, scritta da una donna, che esibisce un'ottica di genere ma si rivolge all'universo dei lettori, nel tentativo di dimostrare che ormai, volente o nolente, l'universo sa di aver cambiato il proprio nome in biverso (anche se qui lo dice e qui lo negherà sempre), avrà speranza di lettori/lettrici cliccanti (da ora
cliccalettori/lettrici)? E già potrebbe essere tanto, ma, dico, di
cliccalettori/lettrici disposti a trasformarsi in cliccascrittori/scrittrici, divenendo così, con i loro contributi tematici e critici, attori dell'impresa?
Bene. Superato il secondo, ecco subito il terzo: il target.
Perché è chiaro che, se non individuassi un target preciso, potrei rischiare di mandare in crisi il sistema
(fino ad un involontario netstrike) con le indiscriminate cliccate alla
Ri ~Vista . Ciò, ovviamente, non sarebbe giusto, e dove finirebbe la democrazia della
cliccalettura? Per amore della democrazia distributiva, non mi resta allora che ipotizzare un target ristretto, in modo da
garantire anche ad altri, avventuratisi in un'impresa simile, il loro tot di
cliccalettori/lettrici. Ecco che, a queste condizioni, il target è subito individuato, basta pensarlo piccolo ma buono:
cliccalettori/lettrici-cliccascrittori/scrittrici che
- leggano libri,
- amino il mondo classico al punto da considerarlo contemporaneo,
- apprezzino e intendano difendere i diritti l'italiano colto senza disdegnare, ed anzi presidiando, quelli dei dialetti.
E i diritti delle varianti intermedie (in orizzontale e in verticale) dell'Italiano
contemporaneo, mi chiederete? Tutti tutelati, escluso quello televisivo. Un limite dovevo pur definirlo, e questo mi pare essere il più rispondente al criterio di una rigorosa selezione.
Bene. L'ultimo e, come era possibile aspettarsi, il più delicato: le rubriche e i temi. Potrebbe essere banale dire che una rivista letteraria debba avere come temi di fondo argomenti letterari. A volte è necessario dire delle banalità, sembra. Ciò che banale non è, è intendersi sul concetto di letteratura: viva e profonda, colta e
antiaccademica, attuale e radicata nella storia, problematica e sistematica, accogliente e critica, aperta ed epistemologicamente fondata.
Questo l'impegno, cui potranno collaborare tutti i coloro che vi si riconosceranno.
L'invito è, dunque, a leggere Ri ~Vista
e a scrivere su Ri ~Vista
, per realizzare insieme questo progetto, magari
non molto originale, ma certamente molto pensato. E come tale,
credo, dignitoso e degno di attenzione.
Grazie fin d'ora.
Potenza, 20 Giugno 2001
Lorenza Colicigno
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