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Diciamo subito che da Ammaniti, giovane talento del panorama letterario italiano contemporaneo, ci saremmo aspettati qualcosa in più, in quest'ultima prova.
Il romanzo è senz'altro già un successo editoriale, essendo tra il quarto ed il quinto posto delle varie classifiche che le pagine culturali de La Repubblica, La Stampa e Il Corriere della Sera dedicano
alle novità librarie.
Brevemente la storia: un bambino di nove anni, Michele Amitrano, viene a conoscenza di un sequestro di persona ai danni di un
bambino come lui. Attraverso una serie di più o meno avventurose vicende e colpi di scena, egli intuisce chi può aver sequestrato il bambino e contribuisce al suo ritrovamento. Questo fatto gli cambierà per sempre la vita.
Brevemente la critica: la narrazione mantiene una giusta tensione fin dalle prime battute, tant'è che è facile leggere tutto d'un fiato il romanzo, ma un'analisi più accorta rileva una forzatura
continua nello sviluppo della storia; molti passaggi risultano inverosimili, se rapportati alla giovanissima età del protagonista e alla collocazione geografica dell'ambiente: una sperduta campagna del sud, arso dall'estate più torrida del secolo: quella del 1978.
I tanti personaggi che partecipano alla narrazione appaiono non ben amalgamati tra loro; buona, invece, la caratterizzazione della figura del padre di Michele, come
quella del perdente, dall'inizio alla fine della storia. |
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