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E' un romanzo breve, composto da due racconti "Il pranzo del Re" e "Le malecorde" (che dà il titolo al libro) e rappresenta l'opera prima di una giovane autrice napoletana.
Nel primo racconto troviamo come protagonista re Ferdinando di Borbone con tutta la sua corte settecentesca, che cerca in ogni modo di alleviargli le pene del vivere: una moglie tedesca e poco incline alla tolleranza e il ricordo di un'infanzia felice, spezzata dall'allontanamento dei suoi genitori, richiamati dalla ragion di Stato in Spagna, e lui affidato alle cure del Ministro Tanucci e del Principe di San Nicandro.
Dalla storia emerge l'uomo Ferdinando, attanagliato da profonde lacerazioni interiori.
Al re si contrappone la protagonista de "Le malecorde", Dora, ondeggiante e sperduta nelle sue delusioni, che riemergono, come fantasmi, dalla memoria: vive tra un precario e grigio presente e le certezze colorate, del passato, in una Napoli che partecipa, quasi fisicamente, alla narrazione.
Miranda affronta il tema della pesantezza del vivere con sottile metafora, in una Napoli dove l'antico ed il vecchio sono appena divisi dal nuovo, da un sottile filo, quasi invisibile, sotto l'ombra grigia di una nuvola carica di pioggia e polvere del deserto africano ( quasi evocante quella nera di cenere dell'eruzione del Vesuvio del 79 a.C.) che stenta a scaricare al suolo il suo contenuto. Alla fine, però, la "bella giornata" uscirà dalle nuvole, anche perché a Napoli, da sempre, quando piove, soprattutto d'estate, è un fatto proprio eccezionale.
Ottima produzione della simpatica autrice che attendiamo a future prove, altrettanto positive. |
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