Ri ~Vista

quadrimestrale

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giugno

2001

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Anno I

Testata RI~VISTA

Notizie dal laboratorio di scrittura
"ScriptavolanT"
     
 

E' forse il momento di un primo bilancio. Abbiamo iniziato l'avventura dei laboratori nel Novembre 2000. Dentro ci siamo portati ognuno di noi le nostre avventure di apprendimento/insegnamento precedenti, più o meno esaltanti, certo tutte motivate e finalizzate allo stesso obiettivo: comunicare il desiderio dell'espressione verbale orale e scritta, con un'attenzione particolare allo scriver bene, non tanto e non solo a livello formale, quanto e soprattutto a livello di pertinenza e, perché no, di potenza comunicativa. Rendere coloro che scrivono capaci di assumere un atteggiamento critico, attraverso un confronto a volte difficile, dinanzi ai propri testi e a quelli altrui, favorire, quindi, un affinamento delle capacità di lettura, abilità gemella e complementare a quella della scrittura, è stato e resta un altro dei nostri obiettivi prioritari. Certo non ci sfugge la portata problematica di quest'esperienza. Si può insegnare a scrivere, quando si tratta di scrittura creativa? Quali i metodi più efficaci? Quali le tecniche più appropriate? Abbiamo avuto sempre, finora, la sensazione netta del raggiungimento di un obiettivo, che certo attiene più all'aspetto psico-affettivo che a quello strumentale-cognitivo: lo star bene leggendo e scrivendo insieme, raggiungendo un equilibrio comunicativo nuovo, conseguente alla sopraggiunta fiducia nella propria capacita di comunicare con una verbalità meglio strutturata, e nel contempo anche più libera, e originale. Paradossalmente quest'effetto "benessere" ha finora coinvolto anche i meno dotati, quelli per i quali, anche se hanno gran voglia di scrivere, non si può fare altro che dare loro la consapevolezza di un limite, forse invalicabile, di un sogno destinato a rimanere tale. Ma c'è una questione che io per prima sento come rilevante e sulla quale ho bisogno di riflettere. Ed è quella dei contenuti. Se infatti mi sembra abbastanza chiara l'opportunità di una guida tanto competente quanto leggera sul piano della tecnica, per quanto riguarda i contenuti, il discorso mi sembra ben più problematico. Come muoversi intorno a scelte tematiche alquanto o del tutto banali, a conclusionii epidermiche, a risvolti scontati. Quale, insomma, dovrà essere l'attenzione al messaggio? Se un discorso sulle finalità della comunicazione potrà condurci facilmente ed opportunamente a ragionare di destinatari, di tipologie testuali, di registro e quant'altro, quale dovrà essere il posto e l'incidenza dell'etica, dell'estetica, dell'impegno civile, dell'identità, della realtà, della storia, dell'ideologia? Non dico di non avere qualche risposta a questo proposito, ma il bisogno di confrontarmi, di ricevere lo stimolo di dubbi ulteriori oltre che di conferme, mi fa ritenere opportuno lanciare il tema e dialogare con chi è direttamente impegnato nei laboratori o scuole di scrittura, e certamente si sarà posto queste domande prima di me.

 
     

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