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Recensioni |
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L'ultimo dei
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a cura di Ivana
Tanzi |
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Vito Fiorellini, L'ultimo dei Cusci,
Claudio Gallone Editore, Milano,1999 |
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Vito Fiorellini,
avvocato milanese di origine lucana, in questo romanzo, non
sappiamo fino a che punto autobiografico, ricompone attraverso una
serie di flash il quadro della società aviglianese dalla sua
infanzia fino all’epoca della motorizzazione, ovvero del
consumismo e dell’assistenzialismo. Vi campeggia la figura del
padre,”dodicesimo barone di Lavangone, ultimo cavaliere
dell’imperatore Federico” (secondo), tirannico ma provvido
pater familias nella prima parte, preveggente e beffardo Don
Chisciotte nella seconda, che risulta di carattere più narrativo.
Quel che salva il romanzo dal possibile rischio di un asfittico
memorialismo è il linguaggio: felice sintesi, a volte
sorprendente, di forme in contrasto, dal dialetto all’italiano
aulico, esso risulta vigoroso, plastico, efficace strumento
di un occhio disincantato che guarda con nostalgia ma senza
rimpianto e trova la sua cifra nell’ironia. Ne esce finalmente
rovesciato lo stereotipo della Lucania misera e rassegnata, per
lasciare luogo a un’epica contadina, dove i personaggi, volitivi
e a loro modo vincenti, incarnano valori non solo familiari ma di
attualissima etica politica. |
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Testata
RI~VISTA
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