Ri ~Vista 

 

  quadrimestrale

novembre  2001   N° 1  Anno

Recensioni

 Follia di Patrick McGrath 

a cura di Lorenza Colicigno

 

Patrick McGrath, Follia, Adelphi, I° edizione 1996, II 1998, III 2000

 
 

 

Una storia complessa che ci giunge attraverso il punto di vista dello psichiatra - demiurgo. Crudele, soprattutto per questo. Cupo l'ambiente, un manicomio criminale:… questo è un posto spaventoso. E' un istituto di massima sicurezza, una cittadella fortificata che sorge su un alto colle e domina la campagna circostante fitte pinete a nord e a ovest, bassi acquitrini a sud. Certo le parole chiave di tutta la storia sono in questo paragrafo iniziale. La massima sicurezza corrisponde, infatti, alla assoluta incapacità di garantirla dell'istituzione e di chi la governa. Si muovono all'interno della costruzione vittoriana (regolarità, disciplina, organizzazione) creature assimilate dal disordine, dalla rivolta, da una tensione anarchica che sgretola ogni possibile schema di vita e di pensiero. Roventi e mortali gli intrecci, d'amore: Stella e Max. Stella e Charlie. Stella e Edgard. Edgard e Ruth. Stella e lo psichiatra: Le storie d'amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione, e così via. La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca. Stella era una donna profondamente frustrata, che subì le prevedibili conseguenze di una lunga negazione e crollò di fronte a una tentazione improvvisa e soverchiante.
Tutto il romanzo è dominato dall'idea della inevitabilità della passione, della colpa, della catastrofe distruttiva, ma ancora di più dalla graduale consapevolezza che proprio chi potrebbe almeno tentare di deviare il corso degli eventi provi un profondo "criminale" piacere della catastrofe. Il narratore-psichiatra riesce, infatti, a farci muovere secondo due ritmi che si sovrappongono, si intrecciano, si elidono, assecondando o forzando le motivazioni profonde dell'azione e dell'inazione. Così usciamo dalla lettura con la spiacevole sensazione di essere stati tirati dentro il suo terribile delitto, complici del suo perverso gioco, perché ingannati da una sua affermazione iniziale, una menzogna di cui ci rendiamo conto solo quando ormai la storia procede rapida e veramente inevitabile verso l'ultima catastrofe: Io ho sempre cercato di aiutarla, ma lei mi ha tenuto lontano dalla verità finché non è stato troppo tardi.

 
     

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