Ri ~Vista 

 

  quadrimestrale

novembre  2001   N° 1  Anno

Letteratura

italiana  e  straniera

Il vento e la solitudine

 a cura di Lorenza Colicigno 

 

Emily Dickinson

~

Bussò il vento...

traduzione di  A. Quattrone

 

 

Bussò il vento come un uomo stanco
e io senza indugio
da padrona di casa dissi "avanti",
ed esso venne dentro.

Un ospite veloce, senza piedi,
cui offrire una sedia era impossibile
come invitare l'aria
ad accomodarsi sul sofà.

Non aveva ossatura a sostenerlo.
Il suo parlare era come l'empito
di tanti colibrì in una volta
dall'alto di un cespuglio,

il suo volto un'ondata.
mentre passava le sue dita sparsero
una musica, come un'armonia
vibrante soffiata sopra un vetro.

Sempre aleggiando fece la sua visita,
poi come un uomo timido
bussò ancora - a raffica, nervoso -
e io rimasi sola.

 

 

Il vento è invadente.
Nella poesia di Emily il vento, uomo stanco, pervade ogni spazio: ogni angolo della casa ne subisce l'intrusione, che genera voci e così sconfigge il silenzio. Ma l'ospite veloce, uomo timido, in un attimo svuota di sé ogni angolo della casa, come ogni angolo dell'anima. E non resta altro che il silenzio, unico linguaggio della stanza solitaria.

(link alle note interpretative)

 
     

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