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Rosa
Maria Fusco è nata a Matera e vive a Tursi (Mt), dove insegna.
Laureatasi
con un vasto saggio di ricognizione sociologica su La politica
delle donne: i percorsi del neofemminismo in Italia; ha
affrontato tale problematica su diversi numeri di Tarsia.
Ha collaborato a Salvo imprevisti, Lotta continua, Fronte
popolare, Collettivo R, Effe, Dimensione, Duepiù, Nodi, Perimetro
Stazione di posta. Ha inoltre firmato i testi di decine di
programmi radiofonici, Come poetessa è inserita in diverse
antologie. Ha pubblicato numerose cartelle d'arte e la sua
produzione poetica ha suggerito a vari artisti originali
interpretazioni visive.
Rosa
Maria Fusco ha pubblicato tre raccolte di poesie:
I
corpi e le parole, Centro di iniziativa culturale Messapo,
Siena, 1980;
Sono
poesie dove ancora spazio e tempo, calati nella dimensione moderna
del privato e del pubblico, del femminile e del femminista, della
natura e della storia, hanno un senso, seppure angosciato (...)
scaturito dal magma di una generazione, questo poemetto si fa
apprezzare perché portatore di elementi positivi, di realtà in
atto che riguardano l'uomo messo alla prova in un continuo
divenire ed il messaggio è sufficientemente amaro, oltre il senso
del gesto, per confermare sul campo precario dello scrivere la
presenza di un poeta autentico, con le carte in regola anche per
sbagliare, com'è giusto, nelle cose (F. Manescalchi, dalla
Presentazione)
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La sera mi frugo addosso
cerco i segni del giorno le notizie
del tg2 l'unità il quotidiano l'equivalenza sbagliata sul quaderno di terza classe
a me le cose restano dentro
sono il corpo che misura la stanza
questa stanza tirata stretta
dietro le pareti si nascondono gli uomini
che non sanno ridere perché non impararono a piangere
ma io sono una donna e me ne sbatto delle convenzioni
allora si può gestire la lotta il dolore si può gestire la gioia - sono il ragazzo ladro
di gazze e d'usignoli.
La
luna delle ciliege, Collettivo R, Firenze, 1985;
La
raccolta propone "un viaggio sghembo, un percorso tortuoso
materiato spesso di ritorni, disseminato di orari ferroviari
consultati con consapevole disattenzione, di improvvisi cambi di
direzione... una sorta di bruciante voluttà inquisitoria e
inquietamente autocritica, una stanca dolcezza d'amore, una
vibrante tenerezza con cui Fusco esplora gli anfratti, le
solitudini, le impraticabilità di un rapporto umano che è,
innanzi tutto, scavo di sé, scoperta di arcani istintuali e di
sovrappiù di memorie".
(E.
Catalano, dalla Presentazione)
Arcana/mente,
ed. Libria, Melfi 1990
E'
un libro che non si può leggere senza operare il raffronto con i
disegni di Pasquale Cilento. Le brevi, fulminanti poesie (quasi
aforismi) sono, infatti, un commento ai tarocchi stampati sulla
pagina sinistra del testo. Così come misteriose e sibilline sono
le simbologie di quelle antiche carte, anche il verso della Fusco
è simbolo sempre chiaro, più spesso allusivo, in piena libertà
sintattica, con convincenti ed arditi accostamenti lessicali.
"Un tandem - scrive M. Luzi nella Prefazione - che fila
leggero e coordinato, anche senza rigorosa disciplina".
Gioiosa/mente
danzi
mesci
colori
alterne
sorti
ti
resisto
t'impongo
un verso
una
direzione
Rosa
Maria Fusco ha anche pubblicato un volume di saggistica
letteraria:
Le
lucane, Romeo Porfidio Editore.
L’autrice
analizza i percorsi della scrittura femminile in Basilicata.
L’antologia critica è tratta dalla trasmissione radiofonica
“Il segno rosa” curata da Fusco per la RAI (sede regionale di
Basilicata). Alle spalle dell’articolato lavoro sul vissuto
poetico di donne lucane, ci sono certamente anni di incontri, di
dibattiti, di letture approfondite e integrate da ricerche.
Beatrice
Volpe, giornalista della sede RAI di Basilicata, titola la
presentazione del volume “Nomadi e stanziali per sottolineare
che esistono due gruppi di poetesse lucane: “Le emigrate (per lo
più in paesi molto lontani, in altri sud come l’America latina
o il Medio Oriente) e le stanziali”, che hanno accettato il
rischio della perifericità, rimanendo su un territorio per molti
versi ancora ai margini dei percorsi di divulgazione del lavoro
letterario, in particolare poetico.
Rosa
Maria Fusco è anche autrice di un romanzo:
Iris
& Peonie, Polistampa editrice, Firenze, 1996.
E'
il titolo di un romanzo né elegiaco né bucolico.
Dal
1976 al 1990, Laura Morano (figlia sorella madre maestra amante,
femminista e comunista, un po’ per scelta un po’ per forza un
po’ per caso) racconta, in forma solo apparentemente diaristica
(di un diario parlato, pensieri ad alta voce) la storia di uomini
e donne che avevano vent’anni negli anni di piombo: gli amori,
le passioni, le associazioni, le dissociazioni, le delazioni, i
pentimenti, i tradimenti, i destini diversi. Sullo sfondo: città
e paesi, l’università, il terrorismo, gli scarti e gli scatti
generazionali con incursioni struggenti nella memoria propria (si
vedano le pagine mirabili dedicate all’infanzia e
all’adolescenza) e collettiva (il Sud dei briganti prima, della
riforma agraria poi; ma anche il Sud dei padri volontari in Africa
orientale, inosservanti delle leggi razziali, colpevoli amanti di
madonne eritree).
Isis & Peonie narra in definitiva la ricerca
sofferta ma esaltante della sola utopia praticabile: ridurre
aritmeticamente il dolore del mondo, come concludono – citando
Camus – l’ex terrorista Giulio e il medico Andrea. La
scrittura è densa e, a tratti, ricercatamente spoglia,
attraversata da un alto e levigato simbolismo che si riflette fin
nel titolo.
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