Ri ~Vista 

 

  quadrimestrale

novembre  2001   N° 1  Anno

Donne e scrittura

Una scrittrice del nostro tempo
Rosa Maria Fusco

 di Donata Larocca

 

Ancora un profilo, quello di Rosa Maria Fusco, curato da Donata Larocca, nella rubrica dedicata alle scrittrici di tutto il mondo.

 

     

 

Rosa Maria Fusco è nata a Matera e vive a Tursi (Mt), dove insegna.

Laureatasi con un vasto saggio di ricognizione sociologica su La politica delle donne: i percorsi del neofemminismo in Italia; ha affrontato tale problematica su diversi numeri di Tarsia. Ha collaborato a Salvo imprevisti, Lotta continua, Fronte popolare, Collettivo R, Effe, Dimensione, Duepiù, Nodi, Perimetro Stazione di posta. Ha inoltre firmato i testi di decine di programmi radiofonici, Come poetessa è inserita in diverse antologie. Ha pubblicato numerose cartelle d'arte e la sua produzione poetica ha suggerito a vari artisti originali interpretazioni visive.

Rosa Maria Fusco ha pubblicato tre raccolte di poesie:

I corpi e le parole, Centro di iniziativa culturale Messapo, Siena, 1980;

Sono poesie dove ancora spazio e tempo, calati nella dimensione moderna del privato e del pubblico, del femminile e del femminista, della natura e della storia, hanno un senso, seppure angosciato (...) scaturito dal magma di una generazione, questo poemetto si fa apprezzare perché portatore di elementi positivi, di realtà in atto che riguardano l'uomo messo alla prova in un continuo divenire ed il messaggio è sufficientemente amaro, oltre il senso del gesto, per confermare sul campo precario dello scrivere la presenza di un poeta autentico, con le carte in regola anche per sbagliare, com'è giusto, nelle cose (F. Manescalchi, dalla Presentazione)

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La sera mi frugo addosso
cerco i segni del giorno le notizie
del tg2 l'unità il quotidiano l'equivalenza sbagliata sul quaderno di terza classe
a me le cose restano dentro
sono il corpo che misura la stanza
questa stanza tirata stretta
dietro le pareti si nascondono gli uomini
che non sanno ridere perché non impararono a piangere 
ma io sono una donna e me ne sbatto delle convenzioni
allora si può gestire la lotta il dolore si può gestire la gioia - sono il ragazzo ladro
di gazze e d'usignoli.

La luna delle ciliege, Collettivo R, Firenze, 1985;

La raccolta propone "un viaggio sghembo, un percorso tortuoso materiato spesso di ritorni, disseminato di orari ferroviari consultati con consapevole disattenzione, di improvvisi cambi di direzione... una sorta di bruciante voluttà inquisitoria e inquietamente autocritica, una stanca dolcezza d'amore, una vibrante tenerezza con cui Fusco esplora gli anfratti, le solitudini, le impraticabilità di un rapporto umano che è, innanzi tutto, scavo di sé, scoperta di arcani istintuali e di sovrappiù di memorie". (E. Catalano, dalla Presentazione)

 

Arcana/mente, ed. Libria, Melfi 1990

E' un libro che non si può leggere senza operare il raffronto con i disegni di Pasquale Cilento. Le brevi, fulminanti poesie (quasi aforismi) sono, infatti, un commento ai tarocchi stampati sulla pagina sinistra del testo. Così come misteriose e sibilline sono le simbologie di quelle antiche carte, anche il verso della Fusco è simbolo sempre chiaro, più spesso allusivo, in piena libertà sintattica, con convincenti ed arditi accostamenti lessicali. "Un tandem - scrive M. Luzi nella Prefazione - che fila leggero e coordinato, anche senza rigorosa disciplina".

 

Gioiosa/mente

danzi

mesci colori

alterne sorti

ti resisto

t'impongo un verso

una direzione

Rosa Maria Fusco ha anche pubblicato un volume di saggistica letteraria:

Le lucane, Romeo Porfidio Editore.

L’autrice analizza i percorsi della scrittura femminile in Basilicata. L’antologia critica è tratta dalla trasmissione radiofonica “Il segno rosa” curata da Fusco per la RAI (sede regionale di Basilicata). Alle spalle dell’articolato lavoro sul vissuto poetico di donne lucane, ci sono certamente anni di incontri, di dibattiti, di letture approfondite e integrate da ricerche.

Beatrice Volpe, giornalista della sede RAI di Basilicata, titola la presentazione del volume “Nomadi e stanziali per sottolineare che esistono due gruppi di poetesse lucane: “Le emigrate (per lo più in paesi molto lontani, in altri sud come l’America latina o il Medio Oriente) e le stanziali”, che hanno accettato il rischio della perifericità, rimanendo su un territorio per molti versi ancora ai margini dei percorsi di divulgazione del lavoro letterario, in particolare poetico.

Rosa Maria Fusco è anche autrice di un romanzo:

Iris & Peonie, Polistampa editrice, Firenze, 1996.

E' il titolo di un romanzo né elegiaco né bucolico.

Dal 1976 al 1990, Laura Morano (figlia sorella madre maestra amante, femminista e comunista, un po’ per scelta un po’ per forza un po’ per caso) racconta, in forma solo apparentemente diaristica (di un diario parlato, pensieri ad alta voce) la storia di uomini e donne che avevano vent’anni negli anni di piombo: gli amori, le passioni, le associazioni, le dissociazioni, le delazioni, i pentimenti, i tradimenti, i destini diversi. Sullo sfondo: città e paesi, l’università, il terrorismo, gli scarti e gli scatti generazionali con incursioni struggenti nella memoria propria (si vedano le pagine mirabili dedicate all’infanzia e all’adolescenza) e collettiva (il Sud dei briganti prima, della riforma agraria poi; ma anche il Sud dei padri volontari in Africa orientale, inosservanti delle leggi razziali, colpevoli amanti di madonne eritree).

Isis & Peonie narra in definitiva la ricerca sofferta ma esaltante della sola utopia praticabile: ridurre aritmeticamente il dolore del mondo, come concludono – citando Camus – l’ex terrorista Giulio e il medico Andrea. La scrittura è densa e, a tratti, ricercatamente spoglia, attraversata da un alto e levigato simbolismo che si riflette fin nel titolo.

 

 

 

 

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