Ri ~Vista 

 

  quadrimestrale

novembre  2001   N° 1  Anno

Letteratura

italiana  e  straniera

Il vento e la solitudine

 a cura di Lorenza Colicigno 

 

Saffo 

Isabella Morra

Emily Dickinson

~

fr. 94

sonetto III

Bussò il vento

 
     
  Un filo sottile lega Saffo, Isabella Morra, Emily Dickinson: il vento. 
Una condizione reale e interiore le accomuna: la solitudine.

Le scrittrici hanno affidato ad un elemento tanto leggero, quanto potente, l'espressione di un desiderio che le scuote dal profondo, ma non le annulla, anzi rafforza in loro ancora di più, se possibile, la consapevolezza della loro identità di donne sole. Senza scampo.


La solitudine è l'effetto di una scelta di vita, per la Dickinson, o l'effetto di un abbandono, da parte del padre, nel caso di Isabella Morra, da parte di una ragazza del tiaso, nel caso di Saffo. 

Il vento è violento.
Nel testo di Saffo domina la potenza che scuote, Eros, come il vento, dunque, bestia indomabile, travolge il corpo, che freme come le fronde delle querce. Poi non resta che il letto solitario, né la Luna e le Pleiadi, amiche luminose nella notte, acquietano l'anima.

Il vento è veloce.
Nel sonetto di Isabella il vento pare essere elemento marginale, ma così non è. Esso rappresenta la velocità che avvicina, che può annullare il tempo e lo spazio che la separano dal padre. La posizione metrica della parola vento, conclusiva dell'ultimo verso della prima terzina, anch'essa concettualmente conclusiva, convince del ruolo essenziale di quest'elemento naturale, unico potenziale risolutore del dramma della giovane. Dopo, solo il dominio del denigrato sito, la prigione del corpo e dell'anima.

Il vento è invadente.
Nella poesia di Emily il vento, uomo stanco, pervade ogni spazio: ogni angolo della casa ne subisce l'intrusione, che genera voci e così sconfigge il silenzio. Ma l'ospite veloce, uomo timido, in un attimo svuota di sé ogni angolo della casa, come ogni angolo dell'anima. E non resta altro che il silenzio, unico linguaggio della stanza solitaria.

I tre testi mostrano modi del tutto personali e originali di rappresentare la forza e la funzione del vento, ma ciò che li lega intimamente è la tragica prigionia della solitudine.

 
     

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