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PREAMBOLO SULLA SEDE Non mi piace il nome di questa rivista. Non mi piacciono i ghetti e non mi sembra il caso di ripartire dalle aule separate.
Le donne, ormai, ci mangiano in testa palesemente (in passato lasciavano che non ce ne accorgessimo): non è più necessario che rivendichino autonomie. Evitino piuttosto di ribadire supremazie. I raccontini più belli che ho letto ultimamente erano di scrittrici (in particolare su 'tina, la rivistina telematica di Matteo Bianchi) ma questo è un dato statistico come un altro. Perché costringersi in una nicchia? Lo scrittore è scrittore e basta. Per me Virginia Woolf ha le palle (nessuna stupida allusione a certe sue inclinazioni sessuali). In quanto a Emily Dickinson, certamente non era una donna. E neanche un uomo. Chi ha potuto scrivere "mando due tramonti", così, di brutto, senza particolari preamboli, non può essere terrestre, figuriamoci se si può ingabbiarlo in un sesso.
RECENSIONE Si tratta di un "vecchio" libro (del '95 l'originale francese, del 96 la traduzione). Ma è un libro attualissimo come tutti i libri che affondano nel passato più remoto. Jean-Luc Hennig infatti, per raccontare la storia di una parte fondamentale dell'eros (e non solo) parte dalle scimmie (o dai progenitori comuni) "le natiche dell'uomo sarebbero, per qualche verso, all'origine dell'evoluzione impetuosa del suo cervello", poi, tra antropologia, anatomia, psicologia, filologia, estetica, etica, politica e tanta letteratura, va su e giù per i secoli attraverso capitoletti monotematici: Greca, Chirurgia, Le tre Grazie, Maschile, More ferarum, Nomi volgari, Danzatrice e così circumnavigando.
Ogni recensione è riduttiva, si sa, ogni tratteggio della trama è criminale, anche gli enormi tomi mimetici di Citati lo sono. Ma in questo caso è particolarmente difficile render conto dell'eccezionalità di questo libro. E' un magnifico libro, come tutti i libri che riescono a fare del dettaglio - oggetto, persona, paesaggio - una chiave universale. Non che le natiche siano un pretesto, qui: sono ben presenti, carnali, colorite, da mordere o da sculacciare. Ma c'è ben altro: una sterminata cultura, i nostri sogni, il senso del mistero.
Dalle natiche della grande pittura alle meno ovvie dei tutsi abbattuti nella foresta in Ruanda, o dei cadaveri nel film di Greenaway I morti della Senna: "Le carni sono morte, senza alcun dubbio, ma le natiche restano intatte e vive. E diventano persino più grandi sul letame della morte, come natiche sonnambule, dai riflessi violacei di una crudezza spaventosa. Come se una forma così risoluta, così sontuosa, non acconsentisse a imputridire".
Hennig cita, cita libri, interviste, parole catturate (per non parlare della vastità dei riferimenti artistici) e ci fa scoprire libri non ignoti ma certamente non comuni, non celebrati, dal Paradiso degli uragani di Patrick Grainville "E' bianco-grigio. Il colore è decisivo. Bianco spento. Il bianco splendente è supremo, ma una sfumatura di bianco più debole, lievemente più smorta, rende la carne ancor più carnale, la impregna di un chiaroscuro di desiderio. Si direbbe neve, ma neve cosparsa di un impercettibile nerofumo come un brivido di grigio freddoloso su tutti i pori della pelle" alle memorie di Sagawa, l'assassino cannibale "Mangiare carne è un'espressione molto più compiuta dell'amore" o Fabbrica del prato, in cui Francis Ponge "fa notare che talvolta, in un prato, si può osservare una curva uniforme (per il soffio del vento), un'agile ondulazione uniforme, un'agile acquiescenza uniforme. L'ondulazione del prato è una forma di assenso. Ma assenso a cosa? Al soffio del vento, alla terra, alla vita, all'immobilità delle radici? Forse un assenso al sonno, poiché la curva del prato (come la curva delle natiche) invita a stendervisi come su un guanciale".
Di libri così, in Italia non ne fanno. Da noi ci sono i romanzieri, ci sono i poeti, ci sono i saggisti. Ma le personalità poliedriche, gli uomini di spirito, la genialità senza definizione non sono di casa nella nostra editoria. Ebbene, si può essere leggeri e andare al fondo delle cose, essere brillanti e fornire infiniti spunti di riflessione: questo libro ne è ulteriore dimostrazione.
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