Ri ~Vista
  quadrimestrale

aprile 

2002 2 Anno II
   archivio

novembre 

2001 1 Anno

 archivio

giugno  

2001 N° 

0

Anno

Recensioni

Temporali

di Giancarlo Tramutoli

a cura di Lorenza Colicigno

 

Giancarlo Tramutoli, Temporali, Zerozerosud 2002  € 5.00

 
     
 

Una nuova prova poetica di Giancarlo Tramutoli. Il testo è strutturato in due parti, Lampi e Tuoni. Alla prima parte il poeta potentino ha premesso una definizione di Jay McInerney, molto significativa del suo approccio alla vita, ma soprattutto alla poesia che la manifesta: La vita è insopportabile senza ironia, ma se tutto quello che t'è rimasto e l'ironia, allora è insopportabile comunque. La seconda parte, Tuoni, è preparata da una citazione da Manlio Sgalambro: Verrà un nuovo temporale e finirà l'estate. La quiete dei colori autunnali a riflettersi sulle strade e sugli umori, come il dolce malessere dopo un addio... 

Si ha quasi timore a parlare di questo ultimo lavoro di Giancarlo Tramutoli, si potrebbero suscitare ...fulmini, finora rimasti inespressi! 

Il poeta dell'ironia apprezzerà certamente il gioco del lettore, più che la disamina del filologo, tanto più che il lettore, pardon, la lettrice, non vestirà i panni dell'accademico, anche per non rischiare che le si attagli questa lirica alla quale l'ironia, come del resto in ogni testo di questa raccolta, aggiunge e non toglie una neppure malcelata stanchezza, se non disprezzo, dei tempi: 

 

Oh la triste seriosità 

del filologo accademico

col suo agghiacciante lessico

che disprezza la vitalità e la semplicità

che detesta humour e comicità.

Lui usa il bisturi per fare a pezzi la poesia

(preferisce, è ovvio, sempre quella dei morti)

e quando ha finito l'autopsia

se ne va via soddisfatto

convinto d'aver capito il mistero. (15.03.2000)

 

Senza neppure tentare autopsie, ma convinta che il poeta se la sia fatta da sé, mi sembra di poter affermare che questa raccolta segni un momento di passaggio importante nella scrittura di G. Tramutoli. 

l'ironia, infatti pur abilmente giocata su una attitudine coltivata, non risulti più bastevole per dire l'orrore del mondo, orrore che non ha bisogno dei grandi terribili eventi del nostro tempo per significarsi, ma può nutrirsi del banale quotidiano, dei ripetitivi (e forse salvifici) gesti dei giorni e delle notti:

 

Mentre albeggia 

nel cinguettio ovattato

mi cucio un bottone

della camicia verde

aspettando

il borbottio del caffè.(31.3.99)

 

A casa nostra 

c'è molto dialogo:

lei parla con l'armadio.

Io col televisore(28.4.010

 

 

Fumo tabacco aromatico.

E`quasi mezzanotte.

Ha piovuto tutto il giorno.

Sono stato ore al cavalletto

Ora vado a letto e per oggi

mi levo di torno.(5.12.99) 

 

Il doppio registro, dunque, nella poesia (e qui rischiamo la dissezione) di G. Tramutoli, quello della giocosità irriverente (Col passare del tempo/senza alcun sacrificio/mi sono trasformato/in un vaffanculificio)

e quella della memoria melanconica, quando non tragica (Oggi resto immobile/a casa mia/ con qualche quintale/ di malinconia) è resa evidente dalla lettura di due testi, legati da una espressione-chiave: tempo reale.

Il primo dalla sezione Lampi:

 

Una domanda aristocratica:

il tempo reale

resta anche tale in Italia

dove c'è la Repubblica? (13.3.99)

 

Il secondo dalla sezione Tuoni:

 

Uccidi l'accidia

dicci cosa ti inacidisce

l'abulia della bile

la dolente indolenza

l'ignavia dei savi

l'insulsaggine della salsa

andata a male?

Rilàssati che al salasso finale

al sole e al temporale

ci pensa sempre il tempo reale. (14.4.01)

 

Ciò che voglio dire, in definitiva è questo: Chi leggerà Temporali non potrà che ripensare alla cifra giocosa che S. Vassalli ha riconosciuto come propria dello stile tramutoliano, definendolo uno dei rari poeti giocosi che ci siano oggi in Italia: paese, come tutti sanno, con la più alta concentrazione di poeti seri e seriosi del mondo e forse dell'universo. 

Non so quale sia stata la lettura che ne ha fatto Michele Trecca, presentando il libro a Bari qualche giorno fa, a me sembra che al poeta potentino, benché la definizione di Vassalli, aderisca ancora, cominci a stare stretta. Non ci resta che attendere tra il pianto e il riso la prossima raccolta poetica. Credo che potrà riservare qualche sorpresa agli amanti dei poeti giocosi.

 

Mai scrivere versi/ - dice Tramutoli-  quando stai giù/quando sei davvero stanco/che versi depressi ti verranno/e i lettori giustamente/ ti malediranno. 

 

Il fatto è che una poesia, credo catalogabile tra le "depresse", come questa che cito per ultima, sarà difficile dimenticarla:

 

Ascolto il sottile fruscio

della pioggia

oggi come ieri

sovrastato dal rumore

dei caccia bombardieri.

Sento il sottile disagio

di non percepire più così nitido

quel cupo rumore di fondo:

tutto il dolore del mondo. (ore 4.del 21.4.99)

 
     
     

Testata RI~VISTA