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Una
nuova prova poetica di Giancarlo Tramutoli. Il testo è
strutturato in due parti, Lampi e Tuoni. Alla prima parte il poeta
potentino ha premesso una definizione di Jay McInerney, molto
significativa del suo approccio alla vita, ma soprattutto alla
poesia che la manifesta: La vita è insopportabile senza
ironia, ma se tutto quello che t'è rimasto e l'ironia, allora è
insopportabile comunque. La seconda parte, Tuoni, è preparata
da una citazione da Manlio Sgalambro: Verrà un nuovo temporale
e finirà l'estate. La quiete dei colori autunnali a riflettersi
sulle strade e sugli umori, come il dolce malessere dopo un
addio... Si
ha quasi timore a parlare di questo ultimo lavoro di Giancarlo
Tramutoli, si potrebbero suscitare ...fulmini, finora rimasti
inespressi! Il
poeta dell'ironia apprezzerà certamente il gioco del lettore,
più che la disamina del filologo, tanto più che il lettore,
pardon, la lettrice, non vestirà i panni dell'accademico, anche
per non rischiare che le si attagli questa lirica alla quale
l'ironia, come del resto in ogni testo di questa raccolta,
aggiunge e non toglie una neppure malcelata stanchezza, se non
disprezzo, dei tempi: Oh
la triste seriosità del
filologo accademico col
suo agghiacciante lessico che
disprezza la vitalità e la semplicità che
detesta humour e comicità. Lui
usa il bisturi per fare a pezzi la poesia (preferisce,
è ovvio, sempre quella dei morti) e
quando ha finito l'autopsia se
ne va via soddisfatto convinto
d'aver capito il mistero. (15.03.2000) Senza
neppure tentare autopsie, ma convinta che il poeta se la sia fatta
da sé, mi sembra di poter affermare che questa raccolta segni un
momento di passaggio importante nella scrittura di G. Tramutoli. l'ironia,
infatti pur abilmente giocata su una
attitudine coltivata, non risulti più bastevole per dire l'orrore
del mondo, orrore che non ha bisogno dei grandi terribili eventi
del nostro tempo per significarsi, ma può nutrirsi del banale
quotidiano, dei ripetitivi (e forse salvifici) gesti dei giorni e
delle notti: Mentre
albeggia nel
cinguettio ovattato mi
cucio un bottone della
camicia verde aspettando il
borbottio del caffè.(31.3.99) A
casa nostra c'è
molto dialogo: lei
parla con l'armadio. Io
col televisore(28.4.010 Fumo
tabacco aromatico. E`quasi
mezzanotte. Ha
piovuto tutto il giorno. Sono
stato ore al cavalletto Ora
vado a letto e per oggi mi
levo di torno.(5.12.99) Il
doppio registro, dunque, nella poesia (e qui rischiamo la
dissezione) di G. Tramutoli, quello della giocosità irriverente
(Col passare del tempo/senza alcun sacrificio/mi sono
trasformato/in un vaffanculificio) e
quella della memoria melanconica, quando non tragica (Oggi resto
immobile/a casa mia/ con qualche quintale/ di malinconia) è resa
evidente dalla lettura di due testi, legati da una
espressione-chiave: tempo reale. Il
primo dalla sezione Lampi: Una
domanda aristocratica: il
tempo reale resta
anche tale in Italia dove
c'è la Repubblica? (13.3.99) Il
secondo dalla sezione Tuoni: Uccidi
l'accidia dicci
cosa ti inacidisce l'abulia
della bile la
dolente indolenza l'ignavia
dei savi l'insulsaggine
della salsa andata
a male? Rilàssati
che al salasso finale al
sole e al temporale ci
pensa sempre il tempo reale. (14.4.01) Ciò
che voglio dire, in definitiva è questo: Chi leggerà Temporali
non potrà che ripensare alla cifra giocosa che S. Vassalli ha
riconosciuto come propria dello stile tramutoliano, definendolo uno
dei rari poeti giocosi che ci siano oggi in Italia: paese, come
tutti sanno, con la più alta concentrazione di poeti seri e
seriosi del mondo e forse dell'universo. Non
so quale sia stata la lettura che ne ha fatto Michele Trecca, presentando
il libro a Bari qualche giorno fa, a me sembra che al poeta
potentino, benché la definizione di Vassalli, aderisca ancora,
cominci a stare stretta. Non ci resta che attendere tra il pianto
e il riso la prossima raccolta poetica. Credo che potrà riservare
qualche sorpresa agli amanti dei poeti giocosi. Mai
scrivere versi/ - dice Tramutoli- quando stai giù/quando
sei davvero stanco/che versi depressi ti verranno/e i lettori
giustamente/ ti malediranno. Il
fatto è che una poesia, credo catalogabile tra le
"depresse", come questa che cito per ultima, sarà
difficile dimenticarla: Ascolto
il sottile fruscio della
pioggia oggi
come ieri sovrastato
dal rumore dei
caccia bombardieri. Sento
il sottile disagio di
non percepire più così nitido quel
cupo rumore di fondo: tutto
il dolore del mondo. (ore 4.del 21.4.99)
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