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Anno I

 

Un racconto

 

di Claudio Elliott

 

Birillo alla scoperta del mondo

 
     
 

Ristabiliamo le cose. Mettiamoci comodi comodi e assistiamo al secondo capitolo. Mica potevo scrivere ultimo più uno. Macché. Secondo capitolo, e vai!
Il vicino di casa di Berto è Brunello, il ragazzino che non crede che gli animali possano parlare. Ah, ecco la ragione per cui Birillo si è offeso: me ne sono ricordato, così all’improvviso. In verità Birillo parla, ma solo quando lo ritiene necessario, ed è su questa questione che è nato lo spirito di vendetta del pitone.
Ecco, prima di andare avanti con la storia (ma in verità non so proprio cosa voglio raccontare più avanti, così perdo un po’ di tempo) desidero farvi vedere come si comportano in quella casa, quella di Brunello, la mattina. Sapete com’è, quando ci si alza dopo una notte di sonno e di sogni: si deve andare al bagno. E se i gabinetti sono due, non succede niente di strano: si rispettano i brevi turni, giusto il tempo di una pipì, e la cosa finisce lì. Ma se il bagno è uno solo, come a casa di Brunello, la cosa si fa più complicata. 
Molto più complicata. Perché loro sono in quattro.
Ora andiamo a darci un’occhiata, senza farci scorgere.
Ci troviamo in Via Speranza Vana, dove abitano tutti i nostri protagonisti, per assistere alla corsa mattutina della famiglia Trillini. Già s’intravedono i primi concorrenti: il signor Fabrizio e la moglie Giovanna, i genitori di Brunello. Lui e la sorella stanno non dico dormendo ma sono in quella fase nella quale si godono gli ultimi momenti di riposo.
La partenza della gara è dalla camera da letto. Il traguardo è la stanza da bagno. La distanza, calcolata dal mio esperto, è di diciotto metri circa. 
Ehi, sono partiti!
Sono scesi come fulmini dal letto, si sono infilati le pantofole, ambedue hanno inciampato nella vestaglia, poi si ficcano tutt’e due nella porta scorrevole. Fabrizio cerca di spingere via la moglie con un poderoso colpo di sedere, ma lei gli rifila una pantofolata in faccia. Allora è costretto a ritirarsi per un attimo, e lei ne approfitta per svicolare, ma lui (con un balzo felino) fa in tempo a prenderle la caviglia.
Bella azione, questa! Roba da rugby. 
Sì, ma cos’è questo rumore? Ah, è Fabrizio che si è rialzato e ha preso la rincorsa ma ha anche preso la colonnina porta-telefono, con una capocciata degna di miglior causa: è caduto il vaso coi fiori di plastica. Giovanna (stranamente) non se ne cura e passa in vantaggio mentre lui si massaggia la fronte.
Niente di grave, pare. Entrano nel corridoio i massaggiatori, ma Fabrizio li respinge cercando di guadagnare tempo e riesce a raggiungere la moglie. È un vero colpo di scena: lui dà una spallata a Giovanna e si ritrova primo sulla maniglia della porta del bagno. Ha vinto!
Sapete che vi dico? Quella spallata con sorpasso è stata un’azione di grande spessore, che neanche la qualità atletica può giustificare. È il bisogno del bagno che gli ha dato la spinta.
Senz’altro è così. 
Giovanna, sconfitta, nell’attesa del bagno, toglie i cocci del vaso dalla pista, per lasciarla libera per i figli, che hanno l’abitudine di gareggiare scalzi.
Ehi, ma la vediamo fare dei movimenti inconsulti. Si contorce, è rossa in faccia, solleva la mano, stringe le ginocchia, dimena il sedere, suda abbondantemente.
Credo che abbia davvero un urgente bisogno di fare pipì. 
Eccola infatti dirigersi alla porta, a gambe strette e ginocchia piegate, e bussare con virilità, il che è strano per una donna, ma la bussata è davvero energica, fa tremare la casa, il suono è cupo e rimbombante, mentre dall’interno giunge forte la voce di Fabrizio: - Ho finito, ho finito! Non sfasciare tutto!
Ma l’azione continua senza riposo, l’atleta sembra non stancarsi mai, ha iniziato un ballo latino-americano, e alla fine, appena il marito apre la porta lo travolge calpestandolo e si precipita sul vaso abbassandosi le mutande nel momento stesso in cui si siede. 
Una precisione millimetrica, nel fare centro. 
Brava! 
Ma ecco che si stanno preparando gli altri due atleti, quelli più giovani. Lei, Valeria, ha undici anni, Brunello dodici.
Il percorso sarà più lungo. Infatti partono dalle scale del piano di sopra, dove il bagno c’è, ma è in attesa dell’idraulico da mesi. E quindi è come se non ci fosse.
Eccoli alla partenza. Sarà una corsa entusiasmante!
Brunello e Valeria sono appena partiti e sono già in cima alle scale. Questa parte della pista non è molto larga e quindi gli atleti cominciano a sgomitare, ma è Valeria ad avere la meglio.
Che grinta! E si è appena svegliata!
Fantastico! La spinta di Valeria ha mandato a gambe all’aria Brunello, che tra l’altro ha un anno più della sorella ed è apparentemente più forte. 
Lui si rialza in fretta e raggiunge Valeria, che ha fatto le scale più col sedere che con le gambe, sull’ultimo gradino della scala. Ormai sono in cucina, da cui parte la pista principale per il bagno, quella già utilizzata dai precedenti atleti. Sono sudati e si tengono su i pigiami con le mani. Ma all’improvviso un salto vigoroso di Brunello sbilancia la sorella; ed è lui a sbucare per primo sul corridoio. Ehi, ma che succede?
Fatemi vedere bene … mm, una situazione imprevista.
Infatti. Valeria lascia partire il fratello e cambia direzione, lanciandosi con piglio deciso verso il frigorifero. Brunello rimane interdetto e fa una sgommata tremenda: non sa se dirigersi al bagno o ritornare in cucina. Gli si legge sul viso il dubbio, poi il richiamo della natura ha la meglio e si dirige vittorioso al bagno. 
Ma è stata tutta una finta: all’improvviso Valeria scarta sulla sinistra, con una mano dà una botta al fratello mentre con l’altra si abbassa pigiama e mutandine, e per la fretta finisce dritta dritta sul bidè, allora si accorge di aver sbagliato vaso e scivola verso quello giusto e ci si è quasi seduta quando si accorge che anche Brunello è entrato nella stanza: per un attimo si guardano in cagnesco, le viscere si contorcono, le mani si tengono agli elastici, i calzoni dei pigiami sono già a terra. Ma Valeria sa di aver vinto perché è sulla soglia del vaso, e allora, anche se un po’ di sghimbescio, fa quello che natura chiede e un largo sorriso si apre sulle sue labbra, soddisfatto. Questa mattina ha vinto lei.
Ogni volta la gara si ripete, con alterne vittorie, ma certo è un inizio di giornata pieno di vitalità.
Nella casa a fianco, invece, le cose sono più placide. Birillo dorme fino a tardi, Berto ha il suo bagnetto privato e i genitori hanno tempi diversi per la pipì, perché il padre va a lavorare e la madre no e Birillo la fa nel giardino.

 
     
  Birillo alla scoperta del mondo ha vinto il primo premio per inediti al Concorso di letteratura per l'infanzia di Montalbano Jonico  
     
     

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