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Percorre un intero secolo l’ultimo romanzo di Nerino Rossi,La stanza della padrona. Tanto quanto dura la vita di Paride Bentivogli,protagonista e io narrante del libro.
Rossi è stato giornalista della Rai e collaboratore di vari quotidiani,cronista vicino a uomini di Stato come Moro, Fanfani e Colombo,dunque vocato per mestiere a raccontare i piccoli e grandi mutamenti della storia. Nella sua vita di narratore queste esperienze sono diventate ragioni di fondo dei racconti, a partire da La neve nel bicchiere,nel lontano 77 dove si raccontava la fine del mondo contadino nella Romagna tra le due guerre alla serie di romanzi che analizzano psicologie femminili ma in realtà fanno le pulci al paese,da La signora della Gaiana a Il ballo di Mara a La Pavona.
Direi che ne La stanza della padrona i due interessi narrativi si fondono e se continua lo scandaglio epico del secolo nei suoi mutamenti di cronaca e di storia,tutto questo avviene attraverso la costruzione di una psicologia robusta,quella di Isabella Corsini,donna bellissima ma di carattere virile e in certi momenti perfino cinico.Procedono dunque parallele le vite di Paride e di Isabella,il primo figlio di contadini sottoposti alla nobildonna e la seconda andata sposa, per convenienza, a Lorenzo Corsini aristocratico e proprietario di latifondi.Per Paride la vicenda è vicenda di formazione,la scuola,la canonica, poi l’università,ma è anche storia di un innamoramento duraturo e profondo per la padrona,per la sua bellezza giovanile e superba. Isabella ha sposato dicevo il Corsini per convenienza e strada facendo rivelerà in tutto il proprio progetto,impossessarsi dei beni del marito o meglio difenderli di fronte al mutamento dei tempi.
La proprietà Corsini diventa dunque il terzo protagonista di questo romanzo,dal primo dopoguerra in cui la società è strutturata ancora in maniera medievale, con servitù e braccianti, ai difficili anni della seconda guerra mondiale,quando i due aristocratici sono soggetti alle ventate di fascismo e di antifascismo che diventano ora esaltanti ora minacciosi per la sopravvivenza della proprietà e per le loro stesse esistenze,fino alle rivolte del 47-48 quando le terre vengono occupate da gruppi di anarchici e comunisti con conseguente esproprio di ingenti quantità.Sarà Isabella a difendere con le unghie le terre del marito diventate le proprie terre.
E’ a questo punto che fiorisce la parte più bella della storia,la descrizione dell’innamoramento tra i due giovani protagonisti e che ricorda in qualche misura certe pagine di Lawrence della Chatterley,un amore consumato tra le nebbie della Gaiana e le coltri della villa gentilizia.
Ma intanto,Paride si è fatto avvocato e per vocazione sociale si troverà dall’altra parte della barricata,tra coloro che difendono le ragioni dei contadini e del nuovo Stato.Il romanzo che,come dicevo è la storia di un amore,quello prima non corrisposto poi esplosivo tra il giovanissimo Paride e la bella padrona,diventa anche romanzo di contrapposizione tra i protagonisti. I due si troveranno a difendere opposti interessi e in nome di questo si frantumerà il sogno d’amore e la lunga frequentazione costruita alle spalle di Lorenzo Corsini,una figura grigia,secondaria, a volte quasi inesistente,nella vicenda narrata e nella vita di Isabella.
Storia di un gattopardismo continuo dunque in ragione della difesa della proprietà e tale da asservire l’attaccamento ai beni ad ogni altro sentimento.Per cui anche il bellissimo rapporto d’amore che si costruisce all’interno del romanzo e che fa da elemento portante della vicenda conosce un’amara risoluzione.Tra Paride e Isabella c’è il muro della divisione di classe e di tensione ideale,troppo progressista e votato a ragioni sociali il primo,troppo egoista e pragmatica la seconda.Per cui lei passerà a trescare con un avvocato bolognese in grado di difenderne le proprietà,lui ascolterà il richiamo della politica e si farà deputato del Parlamento.Definendo così due destini che già da inizio di romanzo pur se sembrano convergere verso un punto di contatto sfociano in una distanza non colmabile e verso strade e interessi opposti e non conciliabili. |
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