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Le «Muse bendate»

di Roberto Pasanisi

a cura di Maria Peruzzini

 

Le «Muse bendate», :la poesia del Novecento contro la modernità,

Roberto Pasanisi, Pisa-Roma, ed. IEPI, 2000, € 25.00

 
     
 

Questo saggio di Roberto Pasanisi, che raccoglie una parte dei suoi studi sulla poesia, ha in epigrafe un richiamo all’angelo di Benjamin che mi sembra gli faccia anche da guida per tutto il libro. L’angelo del filosofo tedesco ha le spalle rivolte al passato e viene spinto verso il futuro. Le sue ali sono prese da un vortice di vento, al quale non può resistere. 
Difatti tutto il volume di Roberto Pasanisi si profila proprio come un arco teso che tiene legati assieme immagini di poeti classici e nuove forme poetiche. Senza rinunciare ad un rispettoso riguardo a poeti del calibro di D’Annunzio, Mallarmé e Caproni, scopre in altri poeti, meno noti, spunti e forme di versi che richiamano una ricerca espressiva e una lettura del mondo contemporaneo. Poeti ritratti e autoritratti che nel coacervo di ripetizioni e consumismo della ‘parola’ sono invece specchio di segni e significati nascosti . 
Walter Benjamin mi sembra la chiave di lettura più adeguata per avvicinarsi a questo denso saggio, che si profila come indagine approfondita su ciò che può rivelarsi o rivelarci una nuova forma di ‘bellezza’ poetica. 
Un testo forte di toni e deciso nell’intraprendere una ermeneutica nuova: la ‘metroanalisi’; è insieme originale nell’accostamento tra tradizione e innovazione. 
Un libro che, si potrebbe dire, ha come tema dominante la nostalgia e come filo conduttore la ricerca della e nella ‘poesia’.
Scegliendo questo binomio, l’autore, poeta lui stesso, usa strumenti letterari e non, coi quali legge e analizza, si impadronisce di segreti e tentazioni letterarie e mostra come da una camera ottica le immagini del mondo reale che i poeti trasfigurano in parola. 
Un libro interessante: grande e piccolo, scientifico e umanissimo, nel quale fama e ignoto si stringono insieme e d’accordo per trovare tutti i topos che possono offrirsi come lo ‘sguardo’ del poeta, che vede oltre il ‘visibile’.
Riprendendo Benjamin di Avanguardia e Rivoluzione si scopre che questo saggio è del tutto spiazzante nel panorama della critica letteraria. Perché sì, il testo è all’avanguardia e rivoluzionario per un duplice motivo: propone una clavis e un’ars inveniendi per rileggere i classici e allo stesso tempo legge poeti meno noti come classici, in più si misura con un’assenza di parametri critici, andando radicalmente alla ricerca di una risposta all’interrogativo di tutto il novecento: Che cos’è l’arte?,interrogandosi a sua volta su una domanda anche più antica: Che cos’è la bellezza?
Tra tradizione e innovazione, Roberto Pasanisi rivela in questo suo volume un sogno di centauro: unire gli opposti in un’armoniosa disarmonia.

 
     
     

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