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Da grande
avrei voluto
fare il postino.
Sarei stato finalmente
un vero uomo di lettere. |
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Ho visto due cani
guardarsi in umanesco. |
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Ho visto un millepiedi
con cinquecento pantaloni. |
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Ho visto un contadino lucano
piangendo soffiarsi il naso
nel suo fazzoletto di terra. |
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E’ meglio capirsi al volo
che cercare di spiegarsi
invano
su un ramo. |
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In cinque giorni
ho scritto cinquemila parole.
Mille parole al giorno.
Peccato che il computer
nelle statistiche
non mi specifica anche il numero
esatto
delle cazzate. |
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Lei era una romanticona
lui lavorava ad una pompa di benzina
la conquistò facendole per ore
una Super Corte Maggiore. |
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Già da qualche mese
vado al ristorante cinese.
Piango nel brodo di pescecane
lacrime di coccodrillo
aspettando il trillo del cellulare
che resta muto
e fuori c’è un temporale
da fine del mondo. |
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Gli operai del conservificio
dopo anni di sacrifici
e di conserve al pomodoro
non riuscirono a conservare
il loro posto di lavoro. |
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Quando nessuno ti ama
la vita diventa grama
si avvita, si avvita, si avvita
e poi si spana. |
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Ho sempre paura
a usare rime baciate:
un’improvvisa alitosi
potrebbe farle morire ammazzate. |
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Dopo aver fumato un campo d’erba
cominciò a sparare balle di fieno. |
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A casa nostra
c’è molto dialogo:
lei parla con l’armadio.
Io col televisore! |
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Per sapere se è arrivata davvero
la primavera
in mancanza di almeno
due rondini
vanno lo stesso bene
cinque passeri saltellanti
sul mio balcone? |
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Ascoltando jazz al tramonto
guardando la linea d’oro
che sbiadisce a poco a poco
mi faccio una birra
e non penso più al passato
ma a due spaghi al pomodoro. |
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Un noto filologo di Torino
dopo anni di studi a tavolino
potando una rosa nel suo giardino
arrivò a quest’arida conclusione:
non c’è prosa senza spine! |
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Si arrese alle sei di sera:
guardò la tv per sei ore
poi l’accese.
Quindi si distese sul divano
col suo gatto siamese. |
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Più che emaciato
sono un tipo sbadato
infatti in tre mesi
ho perso cinque chili
e stringo la cinghia
fra lo stupore dei passanti. |
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E pensare che una volta
quasi mi vantavo
della mia solitudine
ora che è diventata
consuetudine e cammino
smanioso e pedalo e giro
per boschi e contrade.
Il sedentario da laboratorio
è diventato un poeta en plein air
ha lasciato la casa per la strada
e scrive come i malati mentali
addirittura versi sentimentali. |
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Sentendo le notizie quotidiane
il loro tenore da film dell’orrore
mi convinco che nella sigla Ansa
ci dev’essere un errore.
Dovrebbe chiamarsi:
agenzia Ansia. |
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Alzarmi presto la mattina
è una fatica
specie per me
che sono nato a Potenza:
combattere con le ore antelucane.
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| Giancarlo tramutoli |
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