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dicembre

2003

6

Anno III

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Recensioni

Quando il passato parla ai ragazzi

a cura di Lorenza Colicigno

 

Claudio Elliott, Quattro parole dal passato, Medusa editore, Napoli, 2003

 
     
 

Dopo "Game over" (Le Monnier, 2001), il primo romanzo che dà vita a Lara Bettini, omonima della ben nota eroina virtuale Lara Croft, e "Le due vite di Aya" (Le Monnier, 2001), il secondo, che vede questa ragazzina normalissima, nata dalla fantasia di Claudio Elliott con una sensibilità particolare, con il gusto per l'avventura e un notevole coraggio, coinvolta in imprevedibili viaggi nel tempo, ecco il terzo: "Quattro parole dal passato" (Medusa, 2003). Le qualità del carattere di Lara sembrano renderla una specie di "calamita per fenomeni fuori dalla realtà", così non c'è da meravigliarsi se, pur vivendo insieme alle sue amiche Marina e Floriana, al fratello Leo e allo zio Omero, suoi abituali compagni d'avventure, in un tranquillo paese appenninico, la sua vita sia piuttosto movimentata. Il lettore che voglia seguirla nelle sue avventure deve dotarsi non solo di curiosità, ma anche di agilità, visto che i suoi percorsi dal presente nel passato non sono mai agevoli, anzi richiedono doti fisiche e psicologiche tipiche degli sport...estremi. Insomma bisogna essere "ragazzi avventurosi", come tutti noi adulti dovremmo cercare di rimanere, per entrare a far parte del gruppo di Lara e ripercorrere con l'immaginazione, accompagnati dalla accurata ricerca storica di C. Elliott, momenti interessanti della Storia, arretrando dalla contemporanea età dei computer ("Game over") all'età degli Aztechi, con i suoi sacrifici umani ("Le due vite di Aya"), all'età della Controriforma, con i suoi processi per stregoneria ("Quattro parole dal passato"). Come con gli altri romanzi, Elliott anche con questo ultimo si rivolge ai ragazzi, ma il testo è fruibilissimo dagli adulti, almeno quelli, dicevo, che non si sentono sminuiti dal cercare di star loro accanto e si fermano a riflettere sulla loro condizione di adolescenti, sul loro approccio alle civiltà del passato e sul loro insaziabile gusto del "fantastico". Quest'ultimo, in particolare, può fungere da lente attraverso la quale essi possono tornare a guardare al presente con rinnovata curiosità, senza il peso dell'erudizione e del moralismo, bensì con la leva del gioco e della fantasia, strumenti ben più utili ad accompagnarli nei loro percorsi conoscitivi. Mi auguro che questo terzo romanzo di C. Elliott sia solo un'altra tappa del suo percorso di scrittore. A lui va riconosciuta una notevole abilità nel costruire le storie, risolvendo brillantemente situazioni incredibili, nel delineare i caratteri dei personaggi, che restano umanissimi nonostante i loro "poteri", nell'adattare il linguaggio e le strutture narrative agli adolescenti, senza togliere nulla alla qualità della scrittura. Il testo si avvale di note, utili a spiegare situazioni e termini complessi, e di una guida alla lettura che lo rendono particolarmente adatto all'uso didattico. Allora, Claudio, a quando e dove il prossimo viaggio nel passato con Lara? 

 
     
     

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