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Tutto Daniele Del Giudice, il più noto esponente di quella narrativa cerebrale, asfittica e glaciale che io sommamente detesto. La prosa di Del Giudice è tersa come il vetro trasparente dove sbatto il naso cercando l’entrata. Piacevole come masticare una bella cucchiaiata di sabbia. Leggera come una tavoletta di travertino. Sorprendente come una cambiale scaduta. Ammaliante come una camera ardente. Travolgente come una frana che ti spazza via la casa. Brillante come una mina in fondo al mare. Utile come la carta igienica a coriandoli. |
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