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dicembre

2003

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Donne e scrittura

DONNE OTTIMISTE

a cura di Marinella Fiume

 

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Con Donne Ottimiste. Femminisno e associazioni borghesi nell'Otto e Novecento (Il Mulino, Bologna, 2002) le Autrici, Lucietta Scaraffia e Anna Maria Isastia, studiose e docenti di Storia contemporanea nell'Università " La Sapienza" di Roma, scrivono un altro importante capitolo della storia del femminismo - l'unica rivoluzione vincente del Novecento - fornendo una nuova chiave per la sua rilettura. Infatti, fino ad oggi non è stato spiegato in modo convincente come e perché le donne occidentali abbiano cominciato a lottare per godere degli stessi diritti degli uomini, correndo però il rischio di diventare "come gli uomini", né perché il primo congresso internazionale dei diritti delle donne, organizzato a Parigi nel 1878, si sia tenuto nella sala del Grande Oriente di Francia e sia stato preparato da Maria Deraismes e da Léon Richet, fondatori della prima Massoneria mista, aperta cioè alla partecipazione delle donne. Né, ancora, è stato spiegato il senso della forte carica spiritualistica che affiora nelle dichiarazioni delle prime femministe emancipazioniste di fine Ottocento-primo Novecento, attratte da esperienze gnostiche ed esoteriche. Da questi ambienti, i movimenti delle donne hanno tratto la carica utopistica caratteristica della prima fase, quando il diritto di voto era considerato solo un passo nel più generale processo di rigenerazione spirituale e morale della società che l'ingresso delle donne nella sfera pubblica avrebbe comportato. Cancellate queste utopie con le due guerre mondiali e i totalitarismi, uomini e donne provenienti da questo percorso si sono caratterizzati per la mescolanza di libero pensiero razionalista e misticismo, modernità e tradizione. Ne è un esempio lo scoutismo, fondato nel 1907 dal generale inglese Robert Baden Powell, un movimento con evidenti legami con la cultura massonica e teosofica, finalizzato a educare le ragazze e i ragazzi alla vita in comune e all'esplorazione del mondo naturale. Dagli stessi ambienti nascevano associazioni come il Soroptimist, pur essendosi ormai persa la memoria di questo legame e dell'origine spirituale di movimenti come questo. Si tratta, in entrambi i casi, di organizzazioni aconfessionali e apolitiche "finalizzate a trasmettere il modello di vita progressista occidentale, all'interno del quale la trasformazione del ruolo delle donne occupa un posto di primo piano". Le "Soroptimiste", sorte negli Stati Uniti negli anni Venti e oggi diffuse in ogni parte del mondo, costituiscono tuttora un importante impulso per la "modernizzazione" delle donne, creando una rete di collegamento tra le donne emancipate del globo, diffondendo una "cultura del fare" sulla quale hanno potuto contare organizzazioni come l'ONU e l'UNICEF, e "una visione ottimistica del progresso" e del "modello capitalistico democratico", l'unico in grado di garantire l'uguaglianza di diritti alle donne.

 
     
     
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