Ri ~Vista

dicembre

2003

6

Anno III

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testata Ri ~Vista
Novecento ed oltre
  Wu-Ming  

 

se ne parla a Potenza

A cura di Lorenza Colicigno

 
   con Jadel Andreetto, Aldo Soliani, Guglielmo Pispisa, Bruno Fiorini  
 
In occasione del Bookmark 2003 si è parlato di wu-ming con quattro giovani scrittori, Jadel Andreetto, Aldo Soliani, Guglielmo Pispisa, Bruno Fiorini, il cui nome collettivo è KaiZen. L’occasione è stata la presentazione del libro “Io ti chiamerò Russell” (Bacchilega editore), sottotitolo: romanzo totale 2002; autore: Wu Ming n+1. Ma chi è wu-ming? si tratta di un collettivo di agitatori della scrittura, costituitosi in impresa indipendente di servizi narrativi (dal sito web www.wumingfoundation.com). E cosa significa wu-ming? In mandarino significa “senza nome”. I nomi anagrafici dei componenti di questo collettivo hanno programmaticamente scarsa importanza. Tuttavia eccoli: fondatori di wu-ming sono Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo, Federico Guglielmi (membri del Luther Blissett Project nel quinquennio 1994-99 e autori del romanzo Q) e Riccardo Pedrini (autore di diversi saggi e del romanzo Libera Baku Ora). A quali principi si ispira wu-ming? Il più caratterizzante: l’irrisione di ogni pregiudizio idealistico e romantico del genio e dell'ispirazione individuale. L‘esperienza di questo collettivo di scrittori è interessante perché, nel mettere in crisi l’idea del narrare come esperienza “creativa” individuale, tipica della nostra tradizione, ci aiuta a riflettere e a ridefinire il profilo del narratore. Nella nostra tradizione, dunque, l’idea del narrare si associa all’immagine dello scrittore-autore solitario, chino sulla sua scrivania, ispirato da buona musica e, magari, in compagnia di un bel gatto. Intrigante, dunque, l’idea di un autore totale per un romanzo totale, che trova senso e limiti dentro la natura ipertecnologica della comunicazione nel nostro tempo. “Wu Ming è un’atelier della narrazione in cui i diversi elementi che lo compongono si confrontano esprimendosi attraverso i loro racconti su una base di concetti chiavi accettati e condivisi…Tendiamo a costruire e mantenere reti alternative e il più possibile autonome, di rapporto diretto tra scrittori e lettori, fino a relativizzare questa distinzione, a instaurare dinamiche di interazione “comunitaria” tra gli uni e gli altri: moltissime persone partecipano alla nostra newsletter e al miglioramento/aggiornamento del nostro sito; insieme a diversi lettori abbiamo scritto il romanzo "Ti chiamerò Russell"...” (da Intervista a Wu Ming 1 - Roberto Bui - a cura di Ugo Giansiracusa). Il progetto wu-ming rimanda da un lato ai griot, i bardi e gli aedi come espressione del bisogno di ogni società di avere uomini (o donne) capaci di tramandare e raccontare storie, narratori di sé stessi e della propria cultura, dall’altro alla desacralizzazione di queste figure, fino ad arrivare a considerare il narratore come un semplice artigiano, tanto più oggi, in tempi di riproducibilità dell'opera d'arte. Se esistono leggende in cui le comunità primitive, insoddisfatte dell'operato dei loro sciamani, li “rimuovono dall'incarico”, va da sé che oggi nessun autore dovrebbe atteggiarsi a sciamano, bensì operare da “onesto mestierante”, come del resto fanno molti narratori contemporanei. L'essere artisti può essere nient’altro che un grado alto dell'artigianato. Molla che muove wu-ming è lo stesso “bisogno di comunicare di qualunque altro essere umano, non esiste umanità senza il racconto e la condivisione di storie.” L’ambizione di wu-ming è quella “di voler parlare all'elemento umano che delle storie si nutre”, senza un target preciso: la comunità umana è il loro ghetto di riferimento. Tutte le storie hanno un comune denominatore: la lotta per affermare la dignità (individuale e collettiva). Ma per comprendere meglio cosa sia un romanzo totale leggiamo insieme quanto affermano i curatori: “…congediamo la versione cartacea di questo Romanzo Totale con una sensazione ambivalente: da un lato, l’orgoglio per aver portato a termine l’avventura, tentando un esperimento che non ha molti precedenti nel nostro paese; dall’altro, la consapevolezza dei limiti che questo tipo di scrittura comporta e il desiderio di sperimentare quanto prima una serie di contromisure. Nell’utilizzo della Rete risiedono con ogni probabilità tanto i pro che i contro dell’esperienza. Tra i vantaggi, la possibilità di interagire con persone distanti, di assoldare sconosciuti, di trovarsi a confronto con stili diversissimi, e di conseguenza, con una ricchezza esaltante di storie e strategie narrative. Abbiamo detto spesso che il racconto, come ogni altra forma di creazione, ha sempre origine nell’intelligenza collettiva di una comunità. Per quanto il mondo virtuale non smetta di cambiare le nostre percezioni, resta ancora più facile dar vita a una comunità creativa se questa ha la possibilità di incontrarsi in un luogo fisico, di discutere a quattr’occhi, di ascoltare il tono di voce degli altri, di osservarne il modo di gesticolare, di sedersi e sorridere insieme. Tutto questo, alla comunità del Romanzo Totale, è stato negato. Per scelta iniziale, non si è voluto nemmeno ricorrere ai surrogati dell’incontro vis à vis che la rete può offrire, a parte un Forum che non è stato mai molto frequentato. Niente discussioni sull’andamento dell’intreccio, rarissime le indicazioni da parte nostra, molto leggero l’editing con cui si è intervenuti sul testo, per paura di snaturare la voce di ciascuno. Il risultato dunque, non è paragonabile, per valore letterario, ad esperimenti come quelli di Ricardo Montserrat, che ‘appronta’ romanzi collettivi per la Série Noire di Gallimard, grazie a mesi di laboratorio di scrittura fianco a fianco con disoccupati, barboni, senza fissa dimora, migranti. Si tratterà, nella prossime edizioni, di sfruttare con consapevolezza maggiore le potenzialità del mezzo, di lavorare sodo per dar vita ad una comunità virtuale vera e propria, di puntare di più su strumenti di interazione e confronto. Di archiviare il laissez faire narrativo e consegnare il potere a una repubblica democratica di scrittori. L’esperimento è soltanto all’inizio.” Per prendere parte alla continuazione del romanzo totale potete entrare nel progetto IPERTRAME, proposto da un soggetto collettivo, Ermete Trerè (alias Enrico Brizzi, Carlo Lucarelli, Wu Ming e i web-scrittori). Un'iniziativa Xaiel.it e Virgilio, alla quale vi invito caldamente a partecipare.
 
 
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