| |
Vittorio Cavini è un giornalista della RAI, ed è autore di documentari girati in Africa, in America e in Italia. Già scrittore, in questo romanzo ricco e suggestivo, uscito da poco a Napoli, intreccia temi esistenziali e intimisti a racconti avventurosi e che sono molto più che reportage di viaggi. È un romanzo di ambientazioni diverse: l'Africa, l'Italia, la montagna, la Francia.
Marco, l'io narrante, di professione fotoreporter, amante dell'avventura e dell'imprevisto, è il protagonista del libro. È un uomo che ha già realizzato molto nella sua vita, quando facciamo la sua conoscenza. Ovviamente gli piace guardare, scoprire e lasciarsi ammaliare. È un sentimentale, anche se sembra lontano dagli sconvolgimenti, almeno da quelli amorosi. La storia che ci racconta comincia per caso. E non solo dell'amore vissuto con Michelle, egli ci racconta di esperienze diversissime che fa in luoghi e in situazioni diverse. Scrive con vividezza di immagini e con una grande forza espressiva, perché come leggiamo a pag.152 "le parole, me ne ero accorto in Africa, sono un linguaggio povero e inefficiente." Un intreccio di vari temi percorre tutto il romanzo: la natura, i sacrifici vudù, la ricerca del divino tra le montagne, e della spiritualità nascosta nelle cose comuni, nella vita di tutti i giorni e nella vita materiale, l'amore, l'eros. Quando Marco si trova nella brousse africana, essa gli appare piena di incanti, e vede la gente rassegnata alla sofferenza, alla malattia, alla perdita, al lutto. Vivere, capirà, è una fortuna e a volte un caso. Claude, l'uomo che Michelle ha seguito fino in Africa perché innamorata di lui, è uno che non può vivere più lontano dalla sua gente africana; la sua ragione di vivere l'ha trovata in mezzo a chi sembra non avere ragioni per vivere. Marco e Michelle si incontrano in Africa e si sentono subito attratti l'uno dall'altra: irresistibile diventa la passione erotica, e essi la vivranno intensamente, complice il mare e la pioggia, in una località nel nord della Francia. Marco è sapiente descrittore di sconvolgimenti interiori, emozioni e sensazioni. Molto accattivanti, in tutto il romanzo, sono i passaggi dello sguardo volto all'esterno, attento a registrare le avventure dei luoghi nei quali si trova, all'occhio interiore. Fa esperienze impensate e inaspettate, che gli fanno riconsiderare il suo modo d'essere. Michelle diventa il passaggio obbligato ad una maniera nuova di vivere la vita, e a dare nuovo significato al suo mestiere di fotoreporter. Attratto da Michelle, dalla sua bellezza, si lascia rapire da lei come da una forza della natura per affondare nella sua anima, e trovare una sua 'verità'. Il suo obiettivo non è più rivolto all'esterno, a quello che vede, ma all'interno di sé stesso, e si mette a nudo e a soqquadro. Marco e Michelle, uniti nel desiderio e nella carne, nudi nell'anima e senza pudori, sono finalmente liberi. Ci insegnano che la libertà è una conquista e la semplicità è sua buona compagna; che si impara a vivere, facendo l'esperienza della perdita, sapendo di poter perdere le persone care e le cose a cui teniamo. E si impara che la ragione porta lontano dalle cose, non presso di esse. Essa può essere un tremendo inganno; solo se si trova la forza di abbandonarla si può scoprire ciò che di veramente autentico e profondo, di abissale, di sublime, di spaventoso è in ognuno di noi. Claude, Marco, Michelle e gli altri sono perciò inseparabili anche se distanti, e testimoniano che la vera vicinanza è con le persone che sono dentro di noi, perché ognuno è fatto anche di un altro. |
|