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Il nuovo libro di Paolo Nori, Gli scarti, Feltrinelli 2003, ha come tema strutturale i rapporti, non proprio idilliaci, tra lo scrittore Learco Ferrari (alter ego dell'autore) e il suo editore. Ma quello che conta nei libri di Nori, si sa, non è la trama, la storia, ma la sua capacità di tenere il lettore incollato alla pagina per la vivacità ritmica del suo stile che brilla per perfidia ironica, per il suo modo paradossale di guardare alle cose quotidiane, per quell'indolenza iperattiva, dove le ossessioni megalomani s'intrecciano a una feroce autoironia, in una continua oscillazione in cui il flusso dei pensieri diventa una specie di ipnotica cadenza musicale a velocità variabile.
Nori ha una sua voce precisa, costruita meticolosamente ricalcando la spontaneità del parlato. Non a caso Paolo Nori è famoso per le sue letture, dove quest'oralità della sua scrittura, naturalmente si esalta, diventa spesso comica e spettacolare. Ecco qualche assaggio del suo stile:
"L'editore di Dostoevskij, Stellovskij quando Dostoevskij gli ha portato il romanzo Roulettenbourg, s'intitolava, Scusa, Dostoevskij, gli ha detto Stellovskij, ma tu di questo romanzo non ne vuoi vendere neanche una copia? No, gli ha detto Dostoevskij, ne voglio vendere. Ecco, ha detto Stellovskij, allora fa' il bravo, chiamiamolo Il giocatore."
o ancora, quando parla di una lettura fatta a Potenza:
"A Potenza il ragazzo che mi ha presentato Ho parlato con l'ufficio stampa della tua casa editrice per far arrivare i libri, mi ha detto, solo non han fatto in tempo, farli arrivare. Comunque, mi ha detto, l'ufficio stampa della tua casa editrice si vede che ci tengono molto, a te, che quando gli ho detto che venivi qua Trattami bene Learco Ferrari, mi ha detto la ragazza dell'ufficio stampa della tua casa editrice, mi ha detto il ragazzo che mi ha presentato a Potenza."
Qui è evidente l'uso ritmico che Nori fa della ripetizione dando alla sua frase un andamento circolare che ha una sua specifica musicalità. Come pure è chiaro l'intento di sfrondare ogni elemento formalmente non necessario, per es. i due punti e virgolette, che adesso quando li uso io, mi fanno sentire ornamentale, come fossero degli oziosi stucchi barocchi... Questo si chiama senso del rigore. Andare all'essenziale e nello stesso tempo lavorare sui refrain.
Un'altra citazione per esemplificare la finezza dell'umorismo di questo scrittore:
"Io è un po' di tempo che quando la gente mi chiama al telefono, Stavi dormendo? mi chiedono. Io ultimamente sono cinque o sei mesi che la gente che mi chiama al telefono a qualsiasi ora che chiamano Stavi dormendo? mi chiedono."
Learco Ferrari è il protagonista di tutti i libri di Nori. Dall'esordio con Le cose non sono le cose, Fernandel, 1999, a Bassotuba non c'è, Spinoza, Diavoli, Grandi ustionati, Si chiama Francesca, Questo romanzo, tutti con Einaudi Stile Libero, per cui vi consiglio di leggerveli in sequenza cronologica che è come seguire la storia di Learco a puntate. Da quando era solo un aspirante scrittore con tutti i tic tragicomici di questa figura letteraria, fino a quando scrittore lo diventa sul serio e allora avrà un altro tipo di problemi e di ossessioni, per es. il riconoscimento pubblico del suo talento. La voce di Nori, particolarissima, ne fa uno degli scrittori più originali del panorama contemporaneo italiano. Di sicuro, il più divertente. |
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