Il tuo silenzio – ricordo in agonia –
Il silenzio dei tuoi occhi perfino
mentre divori, forse, grida e lacrime.
E mi costringi ad amarti di pił
se possibile.
Lei che rassetta il mio corpo.
Con mani braccia corpo suo irrigidito.
Da un desiderio di quiete insieme.
Silente dolente radice schiantata
dalla complicitą.
Sapevi ogni legge e neppure un cenno,
un tremito di labbra, un abbassarsi impercettibile di ciglia,
un tocco ammiccante,
il giorno che sorrisi al primo verso
smarrito e ripreso in un gioco per te senza gioia,
per me assoluto godimento.
Sapevi e tacevi. Tacevi
l’ombra della ferocia lunga su di me e tu
neppure scomposta e sgomenta.
Sapevi la legge. E attendevi l’ora.
E mi baciavi ogni volta come l’ultima. Forse. |
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