Ri ~Vista

aprile

2004

7

Anno IV

quadrimestrale

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Editoriale

 

testata Ri ~Vista

 

di Lorenza Colicigno

 

 

Parlare di Isabella

 

     
 

Parlare di Isabella Morra significa ricordare la sua tragica morte, la sua condizione di donna alla periferia del mondo, che lancia i suoi disperati appelli oltre le mura del castello di Favale-Valsinni. Cioè significa guardare alla sua vita attraverso la sua morte, al punto da renderla invisibile, quella vita. Il mio fine, invece, dal primo momento in cui ho avuto l'idea di scrivere un biografia lirica di Isabella Morra, è stato quello di dar voce alla sua vita, di riportare alla luce le sue insofferenze, le sue grida di odio e di amore, di speranza e di dolore, le sue esperienze d'amore, ambigue e forse solo fatte di parole. Isabella che condanna il padre e la madre, ed insieme si intenerisce nel suo dialogo con loro; Isabella che condanna i fratelli assassini, condannandoli per sempre al loro destino di carnefici; Isabella che stringe in un abbraccio Porzia, sua piccola silenziosa sorella; Isabella che ama... e insieme la gente che per questo la condanna, condannandosi, in quel paese ancor oggi raccolto in un grappolo di case sotto le mura del castello, ad un destino perenne di calunniatori, gente di cui spio gli sguardi e i mormorii; e in fine Isabella che dialoga con noi, donne del Novecento e del Duemila, mentre ancora ci interroghiamo noi sul mondo, e su noi nel mondo, attraverso la forza della parola. Questa è la mia "Canzone", in essa la bellezza della poesia e l'intensità del pensiero cercano a gara di definire un canone di poesia femminile, epica e civile.

 
     
 
 
     
 

Lorenza Colicigno

 
     
     
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