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Leggere
la storia delle età passate e dell'età contemporanea in un'ottica di
"genere", nel mio caso al femminile, significa rischiare continuamente
di sconfinare nei territori dell'emarginazione e della frustrazione, nel
ripercorrere la storia della marginalità della donna nella cultura
occidentale, per poi toccare quelli della centralità e dell'entusiasmo,
nel ripercorrere la storia della sua emancipazione. Questa impostazione
del discorso porta necessariamente ad una sorta di resoconto "critico"
della nostra storia contemporanea, ed infine ad un bilancio dai contorni
piuttosto ambigui. Se, infatti, la considerazione sociale ottenuta con
lo studio e con il lavoro, il raggiungimento di ruoli di vertice e
soprattutto la tutela delle leggi sono obiettivi conseguiti dalle donne,
resta forte la convinzione che queste nuove condizioni siano entrate
nella coscienza di alcuni gruppi sociali, in zone privilegiate a livello
geo-culturale, mentre in molti settori della società come del mondo
politico, al di sotto di un atteggiamento di adesione ai "lumi"
femminili, si cela, e neppure tanto, il desiderio di ritornare ad un
ordine rigidamente patriarcale; solo un sottile e ipocrita velo di
convenienza e di snobismo attenua l'evidenza di questo desiderio. Il
rischio è che la storia continui ad essere agita e scritta dagli uomini.
Questa rubrica non vuole né può essere molto di più che l'occasione
offerta alle donne di una scena su cui muoversi e di una voce per
raccontare la propria vita, non un luogo per creare miti e modelli, di
cui nessuna ha bisogno per essere veramente sé stessa, unica e
irripetibile nel suo percorso di vittima o di carnefice, di
figlia-moglie-madre-nonna esaltata e logorata dal lavoro di cura, di
imprenditrice brillante nel pubblico e forse repressa nel privato, di
politica costretta a misurarsi con un universo di uomini, di contadina
che scopre il fuoco della preveggenza o l'innato ardore dell'arte, di
artigiana dalle mani abili e spesso impotenti, di professionista
costretta a doppi e tripli ruoli, e così via... Leggere questa rubrica
significherà incontrare di volta in volta una donna consegnata a noi
dalla storia o sottratta dalla nostra ricerca all'oblio del tempo, o una
donna dei nostri giorni, sia che si muova già con disinvoltura sulla
scena sociale sia che ne emerga timidamente proprio attraverso questa
finestra sul mondo, forse la nostra vicina, o un'altra intravista a mala
pena nei nostri percorsi quotidiani, di cui ignoriamo tutto, perfino
l'umanità. I profili che andranno qui rivelandosi, dunque, vogliono
essere un contributo, al limite tra storia e immaginazione, alla
costruzione di una soggettività femminile consapevole di "pari
opportunità" dalle profonde radici.
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