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testata Ri ~Vista

EDITORIALE

a cura di Lorenza Colicigno

Storie al femminile

004

   

“Damigella, la regina Giovanna II d'Angiò la comanda ad Aversa”. Con queste parole il prefetto Antonio De Riccardis, detto Plancone, dà inizio alla storia tragica di una giovane donna e di una città. E’ ormai primavera a Terlizzi, il tepore dell’aria mattutina invoglia la giovane damigella all’avventura, ma un timore, intimo e profondo, la invade, pensando al viaggio tra i monti lucani. Chissà, si chiede, se lì è già arrivata la primavera! Un drappello di mercenari la scorterà fino ad Aversa, dove la regina tiene temporaneamente la sua corte, per motivi politici e militari. “La regina mi vuole con sé”, lei sospira, “è l’occasione attesa, ogni pericolo sarà compensato da una vita ricca di feste, giostre, tornei, cene e amori.”. Così, in un tiepido giorno della primavera del 1430, il drappello si muove da Terlizzi e a piccole tappe si dirige verso Aversa. Compito ingrato per Antonio, scortare una giovane e piacente donna in territori infestati da mercenari durazzeschi e angioini. Per di più, egli osa pensare, la fama della regina non lo aiuta: Giovanna l'insaziabile, Giovanna dai cento amanti, Giovanna dalla vita efferata e scostumata, Giovanna scomunicata da papa Martino V, Giovanna senza figli, ma anche Giovanna amata dal popolo al punto da liberarla dalla segregazione in Castel Capuano, a cui l’aveva ridotta l’amante Giovanni Caracciolo, uccidendolo nel 1432. Anche la giovane, sempre più intimorita dai cupi tratturi montani, pensa alla fama che la regina si è conquistata, ma ricorda il detto Donna senza figli’ né p’ parer’ né p’ cunzigli’ e si convince che la cattiva fama è solo la conseguenza di questa riprovevole mancanza nei suoi doveri di donna e di regina. Si addormenta stanca e sogna la piana di Eboli e la fine del viaggio. Finalmente una tappa per riposarsi, a Satriano. La damigella pugliese vi giunge insieme alla fama della sua avvenenza. I giovani del posto sono inevitabilmente travolti dall’occasione. Le si avvicinano e, dicono le cronache, sedotti dalla sua civetteria cortigiana, la rapiscono e la seviziano. De Riccardis riesce a recuperarla viva, il viaggio è ripreso, si giunge finalmente a Campagna, sua città natale. La giovane è affidata a persone sicure. La vendetta non si fa attendere: al comando di alcune coorti lì accampate, Antonio, insieme a Melazio Guarniero, suo genero, si dirige alla volta di Satriano. L’attacco all’alba. Con materiale resinoso e pece si cospargono le case e con lunghe torce si dà fuoco all’abitato. La città è distrutta. Giovanna concede la reale grazia ai difensori dell’onore della sua damigella. E la damigella senza nome? Immaginiamo che s’interroghi su quale sarà il destino dei cittadini di Satriano, incolpevoli testimoni della sua terribile avventura, e su quale sarà il suo destino di donna senza verginità. Arrivederci alla prossima storia.

 

a cura di Lorenza Colicigno

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