Palcoscenic@

testata Ri ~Vista

EDITORIALE

a cura di Lorenza Colicigno

Storie al femminile

005

   

Si sta organizzando una serie di incontri che vogliono mettere in luce lo spazio né minimo né minore che le donne hanno occupato nel tempo nel campo della scrittura. La decisione è comune: si inizierà l’8 Marzo, per dare a questa data un nuovo significato, arricchito del valore aggiunto della conoscenza. Resta un mistero chi, esprimendo un pensiero unanime, abbia detto: “Ester sarebbe felice di questo risveglio.”. Ci sono presenze e assenze che ci accompagnano nella nostra storia di donne, ci sono davvero le grandi madri, grandi perché la loro storia affonda nelle radici del tempo passato e si proietta nelle pieghe ancora misteriose del tempo a venire. Ester Scardaccione è una di queste. E’ giusto e naturale che il suo ritratto occupi questa “palcoscenica” dell’8 Marzo. Cinzia Marroccoli, Presidente di Telefono Donna, ricorda Ester come “una delle più motivate promotrici di Telefono Donna, al quale manca ancora il suo entusiasmo e la sua passione, così come è stato ineguagliabile il suo supporto professionale, portato avanti sempre con grande umanità. Ci resta il grande rammarico che lei non abbia potuto vedere realizzato il suo sogno della Casa delle Donne, a lei oggi intitolata.”. Cecilia Salvia, avvocata, collega di studio di Ester, ne ricorda la delicatezza con cui sapeva ascoltare le testimonianze più intime delle donne, l’abilità nel tradurle in linguaggio giuridico, la determinazione nel difenderle. Il ritratto di Ester si completa con le parole della figlia, Cristiana Coviello: “E’ riuscita, con la magia e la solarità che la caratterizzavano, a vivere in perfetta ed armonica combinazione, il suo ruolo di donna ambiziosa ed in carriera, sempre forte e decisa, con quello di madre autoritaria ma complice, presente ma senza mai dimenticare l’indipendenza. Ci ha insegnato il senso del dovere, la libertà, l’uguaglianza, il rispetto per i più deboli e la comprensione per l’altro. Grazie a lei so che tipo di donna, professionista e madre vorrei essere.” Liliana Guarino, che l’ha conosciuta nel suo ruolo di Presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità, afferma che “Ester ha rappresentato uno dei non frequenti casi di donne che non hanno mai lavorato per costruirsi un percorso vantaggioso a livello personale, ma sempre per le altre.”. E per raccogliere la voce delle altre, Ester Scardaccione volle la Biblioteca Regionale “Isabella Morra”; con queste parole di grande attualità, benché scritte esattamente dieci anni fa, ne motivava la scelta: “…per un atto doveroso di omaggio a quella che comunemente viene indicata come la prima poetessa lucana per la sua arte dello scrivere con stile "amaro, aspro e dolente", ma anche per le suggestioni che promanano dalla sua breve e tormentata esistenza, per la sua condizione di donna, e per una …esigenza di valorizzazione della parola al femminile; parola per troppo tempo messa al bando o comunque sottostimata e svalorizzata se non, in taluni casi, demonizzata e tante volte costretta a celarsi dietro pseudonomi per non incorrere nella censura ingenerosa di un mondo solo al maschile. Eppure la parola, il diritto al suo uso, l'abilità al suo gioco di incastro, per esprimere sensazioni, emozioni, idee, sentimenti e per varcare "le barriere dell'anima"…non possono che essere appannaggio esclusivo dell'intelligenza, senza caricarsi di connotazioni vincolanti, ossia di riferimenti a questa o a quella parte di umanità e meno che mai a questa o quella componente.”. Grazie, Ester.

 

a cura di Lorenza Colicigno

testata Ri ~Vista