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testata Ri ~Vista

EDITORIALE

a cura di Lorenza Colicigno

Storie al femminile

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"Ora se ne parte il treno./Il treno per New York./La miglior gioventù/ora si porta via.". I canti, le voci affannate dei grandi, i pianti misti a risate dei bambini come me, spaesati già prima di partire, non le ho mai dimenticate. Avevo sette anni, ero nata il 3 luglio 1898 a Genzano di Lucania, quando il ventre della grande nave mi inghiottì insieme a tanti altri tra pacchi, fetore e molte speranze. Cosa significa essere emigrante a sette anni. Significa non sapere ancora abbastanza della vita per riuscire a ridere e a giocare a nascondino tra i pacchi. Trenta giorni di mare spegnevano a poco a poco la voglia di giocare, quando non spegnevano la vita. Lo sbarco: lo stupore vinto dalla stanchezza, la speranza vinta dalla fame. Un poliziotto americano mi disse: “very little bird of passage”, seppi poi che mi aveva definito, come tutti gli altri emigranti, “uccellino di passo” con un po’ di pietà in più per il mio corpicino scarno. Davvero avrei preso il volo per tutta la mia vita, ma in quel momento le mie ali erano impotenti. Unico conforto il sospiro di mio padre quando sulle tessere venne impresso il timbro “admitted”. Si poteva riprendere a sperare, ma il sonno fu in quel momento più forte della speranza. Eccomi a Waterhury Conn nel Connecticut il 29 giugno del 1905. La difficoltà di inserirsi nella realtà di città profondamente diverse dal paese, i lavori umili, la fame come condizione necessaria, le abitazioni indegne. Ma anche un’aria di libertà, tutto si poteva tentare nell’avventura quotidiana. Tra le tante parole nuove che accompagnarono la mia infanzia spaesata, una rimase sempre fissa nella mia mente: to study, studiare. Così io, Grazia Maria Santoro, figlia di emigrante, frequentai le scuole, iniziando quel volo che mi avrebbe portato, dopo la licenza primaria alla “Margaret Grafi Grammar School” di Waterhury Conn nel giugno del 1913, alla “Gresby High Scool”. Nel giugno del 1921 mi laureai in Lettere e Filosofia presso la “Cornell University Arts College” di Ithaca, ma non ero soddisfatta. Avevo visto troppo dolere e morte intorno a me, così mi laurearmi in Medicina il 12 giugno 1924 alla “Cornell University Medical College” di New York. Nello stesso mese sostenni gli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione medica nello Stato di New York e poi nel Connecticut. Il “very little bird of passage” aveva ormai preso il volo. Assistente di Medicina e Chirurgia al “Grace Hospital” di New Haven Conn, aprii, a Waterbury Conn, una struttura privata di medicina e chirurgia. Poco dopo venni nominata assistente di Pediatria all’Ospedale “Henry Sabin Sage” di Waterbury. Era l’inizio di una brillante carriera scientifica. Ho dato molto e molto ho ricevuto dalla mia nuova patria. Ho studiato tanto, per poter ricordare Genzano e l’Italia con molto amore, ma senza nostalgia. Arrivederci alla prossima storia.

 

a cura di Lorenza Colicigno

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