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Leggere e scrivere creativamente è il titolo
ma, soprattutto, il filo conduttore del laboratorio di scrittura
creativa e lettura espressiva che si è tenuto in Biblioteca Nazionale
nell’anno 2009 a cura di Lorenza Colicigno e Isabella Urbano.
Anzitutto, cos’è un corso di scrittura? |
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Perché definirla, ulteriormente, creativa
dal momento che per sua natura l’atto stesso dello scrivere implica il
creare, nel senso più viscerale del termine, il generare cioè qualcosa
di diverso dal nostro pensiero interiore che si esplica attraverso la
forma dei segni, appunto? |
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La definizione attuale di scrittura creativa
è quella che abbraccia ogni genere di scrittura al di là di quella
professionale, giornalistica, accademica e tecnica. |
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Essa include romanzi, racconti, poesie e
poemi; infatti, i luoghi di svolgimento di questo genere di corsi non
sono istituzionali, così come non lo è la scrittura creativa stessa. |
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Sarà forse la mancanza di una struttura
convenzionale in questo tipo di attività che genera la perplessità di
coloro che sono estranei ad esperienze simili? |
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Perché la scrittura creativa ha un’anima
evanescente?
Semplicemente perché lo è. |
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Mano leggera –libera mente sono stati gli
elementi introdotti all’inizio del corso, ma di cui abbiamo imparato a
far tesoro sempre, coltivando con cura la nostra passione. |
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Abbiamo capito con piacere e stupore che la
mano è davvero leggera quando la mente è libera e che una cosa ha
potere, se non noi vogliamo davvero che lo abbia. |
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Tendenzialmente si crede che la scrittura,
per quanto possa coinvolgere i sensi del lettore e dello scrittore
stesso, parta innanzitutto da un progetto cerebrale, come se l’attività
mentale fosse nettamente distinta da quella fisica. |
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Ma per fortuna non è così! |
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Abbiamo imparato noi per prime a liberarci
delle definizioni convenzionali e dei clichè, scoprendo il piacere della
cosa fine a se stessa. |
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E’ proprio questo il segreto profondo della
passione.
Abbiamo imparato prima a conoscere e poi a seguire i nostri sensi nel
loro libero percorso, stimolati da un piccolo suggerimento, come un
profumo emanato da un oggetto, e, attraverso quel profumo, abbiamo
intrapreso viaggi anche lontani costruendo un mondo intorno ad un
piccolo punto. |
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Questo corso ha forse aperto un piccolo
spiraglio ad una nuova possibilità, quella di non dimenticare mai una
parte di noi totalmente libera ed indipendente dagli scopi, dai
rendiconti e dall’utilità, un istinto primordiale che in fondo è sempre
presente anche nella ritualità del lavoro o dello studio e che a nostra
insaputa compone, scompone e ricompone la nostra visione della realtà
attraverso l’esperienza.
Imparare ad usare in ogni contesto questo potente strumento emotivo ci
insegnerà il segreto più profondo della vita: vivere per essa. |
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Fabiana Santangelo |
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