Leggere e scrivere creativamente

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Mano-leggera e libera-mente

di Fabiana Santangelo

   
Leggere e scrivere creativamente è il titolo ma, soprattutto, il filo conduttore del laboratorio di scrittura creativa e lettura espressiva che si è tenuto in Biblioteca Nazionale nell’anno 2009 a cura di Lorenza Colicigno e Isabella Urbano.
Anzitutto, cos’è un corso di scrittura?

Perché definirla, ulteriormente, creativa dal momento che per sua natura l’atto stesso dello scrivere implica il creare, nel senso più viscerale del termine, il generare cioè qualcosa di diverso dal nostro pensiero interiore che si esplica attraverso la forma dei segni, appunto?
La definizione attuale di scrittura creativa è quella che abbraccia ogni genere di scrittura al di là di quella professionale, giornalistica, accademica e tecnica.
Essa include romanzi, racconti, poesie e poemi; infatti, i luoghi di svolgimento di questo genere di corsi non sono istituzionali, così come non lo è la scrittura creativa stessa.
Sarà forse la mancanza di una struttura convenzionale in questo tipo di attività che genera la perplessità di coloro che sono estranei ad esperienze simili?  
Perché la scrittura creativa ha un’anima evanescente?
Semplicemente perché lo è.
 
Mano leggera –libera mente sono stati gli elementi introdotti all’inizio del corso, ma di cui abbiamo imparato a far tesoro sempre, coltivando con cura la nostra passione.  
Abbiamo capito con piacere e stupore che la mano è davvero leggera quando la mente è libera e che una cosa ha potere, se non noi vogliamo davvero che lo abbia.  
Tendenzialmente si crede che la scrittura, per quanto possa coinvolgere i sensi del lettore e dello scrittore stesso, parta innanzitutto da un progetto cerebrale, come se l’attività mentale fosse nettamente distinta da quella fisica.  
Ma per fortuna non è così!  
Abbiamo imparato noi per prime a liberarci delle definizioni convenzionali e dei clichè, scoprendo il piacere della cosa fine a se stessa.  
E’ proprio questo il segreto profondo della passione.
Abbiamo imparato prima a conoscere e poi a seguire i nostri sensi nel loro libero percorso, stimolati da un piccolo suggerimento, come un profumo emanato da un oggetto, e, attraverso quel profumo, abbiamo intrapreso viaggi anche lontani costruendo un mondo intorno ad un piccolo punto.
 
Questo corso ha forse aperto un piccolo spiraglio ad una nuova possibilità, quella di non dimenticare mai una parte di noi totalmente libera ed indipendente dagli scopi, dai rendiconti e dall’utilità, un istinto primordiale che in fondo è sempre presente anche nella ritualità del lavoro o dello studio e che a nostra insaputa compone, scompone e ricompone la nostra visione della realtà attraverso l’esperienza.
Imparare ad usare in ogni contesto questo potente strumento emotivo ci insegnerà il segreto più profondo della vita: vivere per essa.
 
Fabiana Santangelo  

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