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~Vista
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maggio |
2009 |
N° |
9
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Anno |
VI |
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quadrimestrale
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visitata
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volte
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FORUM
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Leggere e scrivere
creativamente |
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Scrivere con le immagini
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a cura di Lorenza
Colicigno |
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Una foto, io dentro, io fuori |
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Sono qua, in un luogo nuovo, sento tanti
bambini parlare, cosa sarà mai successo?
Ecco si sta avvicinando un signore, sì è proprio quello che mi ha
portato qui stamane.
Ah! Ora mi ricordo: oggi è la nostra festa, è la festa degli alberi.
Io, oggi, lascerò la mia culletta per andare a vivere in un ampio letto
per poter diventare grande. Ecco il signore che mi ha portato, mi sta
togliendo con delicatezza dalla culla.
Ora sono nel grande letto del parco, insieme agli altri alberi: e quei
bambini tanto simpatici? Ecco mi stanno coprendo con un manto di buona
terra. Sì, ognuno di loro mi mette della buone terra per farmi stare
caldo ed ora, ecco, sono nella mia nuova casa, tutti mi applaudono, sarò
sicuramente felice.
Antonietta Marsico |
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Mi chiedevo perché le foto che ritraevano
mio padre in divisa contenessero sempre una colonna, una sedia, uno
sgabello. Ora lo so, troppa era l’attesa per essere ritratti. C’era
bisogno di un appoggio. La fotografia era appena nata.
Maruska Mazzoni |
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Sento un gorgoglio strano nelle mie viscere.
Per quanto mi sforzi non riesco a capire da dove arriva. Uno schizzo
improvviso agita il mio ventre molle. Un ranocchio saltellando si
posiziona ai miei bordi e comincia a cantare una canzone gracidosa: “Sei
grosso, sei molle, sei noioso e troppo bagnato! Mi soffochi, sto meglio
qui fuori! I ciottoli mi sostengono, gli uccelli mi rallegrano, il vento
mi accarezza, i rami mi si inchinano. All’improvviso sento
un’invocazione:”Aiuto…che succede…soffoco…Voglio rientrare nel ventre
molle, mi rassicura…” Magia di uno stagno.
Antonia Triani |
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In una fredda serata di inverno, di tanto
tempo fa, una bambina che viveva in una piccola casa sul limitare del
bosco, sognava la grande città con le sue luci natalizie. Attaccò la
slitta con i suoi cani ma una tormenta di neve la bloccò. Stava perdendo
ogni speranza quando un’altra slitta la affiancò, la prese a bordo e
così poté continuare il suo viaggio.
Antonia Triani |
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Il rosso mescolato all’arancio e al giallo,
le punte, le sue lingue che si innalzano quasi a voler raggiungere
sinuosamente, ballando, qualcosa, e il calore scoppiettante che sento
sulle mie guance di bambina, mi riportano alla mente il caro amico di
ogni inverno, il fuoco, con il suo odore di legna bruciata e la
sensazione di tepore nel cuore, che provo guardandolo.
Carmen Cangi |
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Un nuovo sapore bussa alla porta dei
sensi…Mi è tuttavia ignoto. Chiudo per un istante gli occhi. Posso
intravederlo: il cuore. Provo ad afferrarlo. La sua temperatura è
gelida. Li riapro…Ghiaccio. Neve. Freddo.
Provo a scaldarmi, a coprirmi. Ho le palpebre serrate. Nessun
profumo…mentre cerco di riappropriarmi di un antico odore. Riprendo
colore, ora ho una temperatura adeguata; tra le mani ho scoperto l’unico
raggio di sole. Intorno a me adesso..voci bianche… mormorii lenti,
distratti…Si prendono gioco della mia ombra spalmata. dovunque.
Lungamente ascolto dal mio palmo poggiato sul petto. Un battito nuovo.
Il mio: finalmente…
Daniela Latronico |
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Scrivere con le immagini |
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Eccomi, di nuovo in trappola e questa volta
tra le braccia di zia Lalla, durerà solo qualche istante, poi potrò
tornare a correre senza sosta per tutto il giorno se non vorrà darmi
ancora un altro bacio nel caso il cui dica o faccia qualcosa di
divertente. Oggi ho solo voglia di giocare e invece mi tocca lasciarmi
prendere in braccio, farmi abbracciare e baciare per il tempo di una
foto che poi sicuramente non le piacerà e vorrà rifare… perché non ho
fatto una faccia bella, ma cosa vorrà dire fare una faccia bella? Adesso
rido così sarà contenta!!
Laura Santarsiero |
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Avverto, come ogni giorno l’andirivieni dei
turisti impazziti. In questo luogo, precisamente, alberga sempre la
stagione dell’estate e dell’amore. Ecco…le onde si infrangono su ogni
parete. Quelle più alte, quelle che voi comunemente chiamate scogli; da
lì precisamente che posso vedere ogni cosa. Non vi è pioggia, anche
oggi. Il sole è nei suoi raggi. Puntualmente. Il mare da quassù è lo
spettacolo che bramerebbe ogni occhio.
Daniela Latronico |
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E’ vivo in me il ricordo di una foto di
scuola degli anni 70. Non avverto lontani quei giorni in cui sentivo
forte la fretta di vivere, conoscere, sperimentare. Arrivò nella mia
classe un nuovo insegnante di lettere. Era un giovane, appassionato e di
sinistra e in pochi mesi aveva raso al suolo tutte le mie certezze. Non
ero pronta ai suoi fiumi di parole, alla passione con la quale ci
costringeva a crescere a ragionare con la nostra testa, a scollarci di
dosso modelli superati; a vivere. Solo anni dopo mi sono resa conto di
quanto la sua venuta nella conformista, annoiata IV “E” sia stato il
preludio di quello che sarebbe avvenuto dopo nella mia vita. Aveva
piantato in me piccoli semi di consapevolezza e ribellione che non
tardarono a dare frutti. Di ciò gli sarò sempre grata.
Carmen Cangi |
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La torre di guardia
è circondata da enórmi lucernari,
al di là dei quali si aprono
squarci di cièlo incontenibili. All’interno,
la corrente generata dalle aperture,
spinge in varie direzioni, fortissima.
Il frastuòno è assordante e sfuggevole
come un coro di spiriti danzanti. |
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Oltre la grata,
il cièlo termina con il mare e
la terra sembra prolungarsi verso esso.
Le nuvole coprono le sinuòsità del manto collinare
quasi a volerlo rendere maculato.
E’ troppo alto qui,
il cuòre non riesce a sostneere tanta meraviglia.
Fabiana Santangelo |
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Un'angolatura speciale per penetrare il
silenzio della mia piccola camera da letto. Il pulviscolo è attratto
nella spirale dei raggi del sole. È mattina presto. Nella stanza
semibuia si rimane quasi sospesi a mezz'aria.
Antonio De Felice |
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a cura di Lorenza
Colicigno |
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