Leggere e scrivere creativamente

testata Ri ~Vista

Scrivere con le immagini

a cura di Lorenza Colicigno

   
Una foto, io dentro, io fuori  
Sono qua, in un luogo nuovo, sento tanti bambini parlare, cosa sarà mai successo?
Ecco si sta avvicinando un signore, sì è proprio quello che mi ha portato qui stamane.
Ah! Ora mi ricordo: oggi è la nostra festa, è la festa degli alberi.
Io, oggi, lascerò la mia culletta per andare a vivere in un ampio letto per poter diventare grande. Ecco il signore che mi ha portato, mi sta togliendo con delicatezza dalla culla.
Ora sono nel grande letto del parco, insieme agli altri alberi: e quei bambini tanto simpatici? Ecco mi stanno coprendo con un manto di buona terra. Sì, ognuno di loro mi mette della buone terra per farmi stare caldo ed ora, ecco, sono nella mia nuova casa, tutti mi applaudono, sarò sicuramente felice.
Antonietta Marsico

Mi chiedevo perché le foto che ritraevano mio padre in divisa contenessero sempre una colonna, una sedia, uno sgabello. Ora lo so, troppa era l’attesa per essere ritratti. C’era bisogno di un appoggio. La fotografia era appena nata.
Maruska Mazzoni
 
Sento un gorgoglio strano nelle mie viscere. Per quanto mi sforzi non riesco a capire da dove arriva. Uno schizzo improvviso agita il mio ventre molle. Un ranocchio saltellando si posiziona ai miei bordi e comincia a cantare una canzone gracidosa: “Sei grosso, sei molle, sei noioso e troppo bagnato! Mi soffochi, sto meglio qui fuori! I ciottoli mi sostengono, gli uccelli mi rallegrano, il vento mi accarezza, i rami mi si inchinano. All’improvviso sento un’invocazione:”Aiuto…che succede…soffoco…Voglio rientrare nel ventre molle, mi rassicura…” Magia di uno stagno.
Antonia Triani
 
In una fredda serata di inverno, di tanto tempo fa, una bambina che viveva in una piccola casa sul limitare del bosco, sognava la grande città con le sue luci natalizie. Attaccò la slitta con i suoi cani ma una tormenta di neve la bloccò. Stava perdendo ogni speranza quando un’altra slitta la affiancò, la prese a bordo e così poté continuare il suo viaggio.
Antonia Triani
 
Il rosso mescolato all’arancio e al giallo, le punte, le sue lingue che si innalzano quasi a voler raggiungere sinuosamente, ballando, qualcosa, e il calore scoppiettante che sento sulle mie guance di bambina, mi riportano alla mente il caro amico di ogni inverno, il fuoco, con il suo odore di legna bruciata e la sensazione di tepore nel cuore, che provo guardandolo.
Carmen Cangi
 
Un nuovo sapore bussa alla porta dei sensi…Mi è tuttavia ignoto. Chiudo per un istante gli occhi. Posso intravederlo: il cuore. Provo ad afferrarlo. La sua temperatura è gelida. Li riapro…Ghiaccio. Neve. Freddo.
Provo a scaldarmi, a coprirmi. Ho le palpebre serrate. Nessun profumo…mentre cerco di riappropriarmi di un antico odore. Riprendo colore, ora ho una temperatura adeguata; tra le mani ho scoperto l’unico raggio di sole. Intorno a me adesso..voci bianche… mormorii lenti, distratti…Si prendono gioco della mia ombra spalmata. dovunque. Lungamente ascolto dal mio palmo poggiato sul petto. Un battito nuovo.
Il mio: finalmente…
Daniela Latronico
 
   
Scrivere con le immagini  
   
Eccomi, di nuovo in trappola e questa volta tra le braccia di zia Lalla, durerà solo qualche istante, poi potrò tornare a correre senza sosta per tutto il giorno se non vorrà darmi ancora un altro bacio nel caso il cui dica o faccia qualcosa di divertente. Oggi ho solo voglia di giocare e invece mi tocca lasciarmi prendere in braccio, farmi abbracciare e baciare per il tempo di una foto che poi sicuramente non le piacerà e vorrà rifare… perché non ho fatto una faccia bella, ma cosa vorrà dire fare una faccia bella? Adesso rido così sarà contenta!!
Laura Santarsiero
 
Avverto, come ogni giorno l’andirivieni dei turisti impazziti. In questo luogo, precisamente, alberga sempre la stagione dell’estate e dell’amore. Ecco…le onde si infrangono su ogni parete. Quelle più alte, quelle che voi comunemente chiamate scogli; da lì precisamente che posso vedere ogni cosa. Non vi è pioggia, anche oggi. Il sole è nei suoi raggi. Puntualmente. Il mare da quassù è lo spettacolo che bramerebbe ogni occhio.
Daniela Latronico
 
E’ vivo in me il ricordo di una foto di scuola degli anni 70. Non avverto lontani quei giorni in cui sentivo forte la fretta di vivere, conoscere, sperimentare. Arrivò nella mia classe un nuovo insegnante di lettere. Era un giovane, appassionato e di sinistra e in pochi mesi aveva raso al suolo tutte le mie certezze. Non ero pronta ai suoi fiumi di parole, alla passione con la quale ci costringeva a crescere a ragionare con la nostra testa, a scollarci di dosso modelli superati; a vivere. Solo anni dopo mi sono resa conto di quanto la sua venuta nella conformista, annoiata IV “E” sia stato il preludio di quello che sarebbe avvenuto dopo nella mia vita. Aveva piantato in me piccoli semi di consapevolezza e ribellione che non tardarono a dare frutti. Di ciò gli sarò sempre grata.
Carmen Cangi
 
La torre di guardia
è circondata da enórmi lucernari,
al di là dei quali si aprono
squarci di cièlo incontenibili. All’interno,
la corrente generata dalle aperture,
spinge in varie direzioni, fortissima.
Il frastuòno è assordante e sfuggevole
come un coro di spiriti danzanti.
 
Oltre la grata,
il cièlo termina con il mare e
la terra sembra prolungarsi verso esso.
Le nuvole coprono le sinuòsità del manto collinare
quasi a volerlo rendere maculato.
E’ troppo alto qui,
il cuòre non riesce a sostneere tanta meraviglia.
Fabiana Santangelo
 
Un'angolatura speciale per penetrare il silenzio della mia piccola camera da letto. Il pulviscolo è attratto nella spirale dei raggi del sole. È mattina presto. Nella stanza semibuia si rimane quasi sospesi a mezz'aria.
Antonio De Felice
 

 

a cura di Lorenza Colicigno

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